Poche cifre sono bastate a riscrivere la storia dell’Hockenheimring, oltre che a mandare un messaggio piuttosto chiaro al resto del mercato. La Lamborghini Revuelto SV ha infatti stabilito il record assoluto sul circuito tedesco per una vettura di serie, con Marco Mapelli al volante. Hockenheim combina rettifili ad alta velocità, frenate brutali e curve tecniche, ed è esattamente il tipo di pista che smonta le auto costruite solo per fare bella figura nelle foto stampa.
Il debutto ufficiale è fissato per venerdì 14 agosto alla Monterey Car Week, nell’ambito di The Quail. Sant’Agata Bolognese non ha voluto aspettare la passerella californiana per dichiarare le proprie intenzioni e mostrare poche bellissime immagini d’anteprima (oltre a quelle dell’omologazione).
La base di partenza è già una delle supersportive più estreme in commercio: la Revuelto standard abbina un motore V12 aspirato a tre motori elettrici per 1.015 cavalli, uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima oltre i 350 km/h.
La versione SV parte da lì e va oltre. Le stime più caute parlano di 1.100 CV, quelle meno prudenti si avvicinano a 1.200. I tecnici hanno lavorato su tre fronti: rapporto peso-potenza, aerodinamica e gestione della dinamica.
Dai teaser pubblicati da Stephan Winkelmann su LinkedIn emergono le linee essenziali del progetto. Il posteriore è dominato dall’alettone fisso, con terza luce di stop integrata, una firma che Lamborghini applica alle versioni SV sin dalle origini e che qui serve a pompare carico aerodinamico alle alte velocità. Il muso è affilato, i fari anteriori hanno la geometria distintiva della famiglia Revuelto. I prototipi mostravano anche nuove aperture sulla coda, diffusore ridisegnato e terminali di scarico con una forma tonda inscritta in un profilo esagonale.
Mapelli, collaudatore e pilota ufficiale del marchio, ha descritto la sintonia tra vettura e pilota come qualcosa di inedito persino per gli standard interni. Il cronometro di Hockenheim, però, tende a essere meno diplomatico. SuperVeloce, d’altronde, è una definizione che che Lamborghini usa con parsimonia e che, ogni volta, alza l’asticella di qualche piano.



