L’hub europeo di Geely che nessuno si aspettava e che dovrebbe dare la sveglia

Geely Technology Europe riunisce gli ingegneri di Zeekr, Lynk & Co e Geely Auto per dimezzare i tempi di lancio e conquistare il mercato europeo.
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Il tempo, nell’industria auto, non è mai stato un alleato dei costruttori cinesi in Europa. Diciotto, ventiquattro mesi di attesa tra la presentazione e l’arrivo nelle concessionarie: abbastanza per rendere un modello quasi datato prima ancora di toccare l’asfalto europeo. Geely ha deciso che questa stagione è finita.

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La risposta si chiama Geely Technology Europe, una nuova entità che riunisce sotto un unico tetto gli ingegneri già operativi a Göteborg e Francoforte, con il mandato di coordinare lo sviluppo di Zeekr, Lynk & Co e Geely Auto per il mercato del Vecchio Continente. L’obiettivo, come spiegato da Giovanni Lanfranchi, che guida questa struttura, è ridurre i tempi di lancio a meno di sei mesi. Un cambio di paradigma.

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Fino a ieri, la prassi era adattare modelli nati e pensati per la Cina alle esigenze europee, un processo lungo, costoso e spesso inefficace. Guidare a Berlino non è guidare a Hangzhou, e le differenze non riguardano solo le infrastrutture. Sensazioni al volante, ergonomia delle interfacce, logica della navigazione: tutto parla lingue diverse. La nuova strategia prevede invece uno sviluppo congiunto fin dal primo schizzo, con gli ingegneri europei che entrano nel ciclo di vita del prodotto dalla fase iniziale.

C’è poi il capitolo delle interfacce di bordo, che in casa Geely chiamano con onestà un problema da risolvere. Gli automobilisti europei non vogliono schermi saturi di dati né menu che si moltiplicano come alberi di Natale digitali. Geely Technology Europe fungerà da filtro, selezionando e ottimizzando la tecnologia disponibile per restituire chiarezza ed efficienza.

I risultati di questa offensiva si vedono già. La Zeekr 7GT è arrivata sul mercato tedesco a meno di 48.000 euro, quasi 20.000 euro in meno rispetto a una BMW i4 o a una Mercedes EQE, e questo nonostante dazi all’importazione che sfiorano il 30%. Un dettaglio non da poco, che racconta di una struttura dei costi che i concorrenti europei farebbero bene a studiare.

zeekr 7GT 2026
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I marchi premium cinesi rappresentano ancora lo 0,3% del mercato europeo. Ma con questa velocità, con questi prezzi e con una struttura di sviluppo finalmente radicata sul territorio, quel soffitto di cristallo potrebbe rompersi presto.