Eccoci a Rastatt, in Germania, dove la linea di produzione è già in moto, e la nuova Mercedes GLA è realtà. Le varianti completamente elettriche sono le prime a uscire dallo stabilimento, mentre i modelli ibridi a 48V arriveranno nel corso del 2026. Intanto lo stabilimento aggiunge un secondo nome alla sua lista di veicoli compatti di nuova generazione come la CLA.
Settemila dipendenti, una sola linea di produzione per ibridi ed elettrici: tutto riconduce a una scelta industriale precisa. Mercedes ha deciso di non scommettere tutto su un’unica motorizzazione: la stessa catena di montaggio che produce la GLA elettrica può, senza stravolgimenti, produrre quella ibrida.
Se la domanda di elettrici rallenta, e negli ultimi due anni le previsioni si sono rivelate molto più ottimistiche della realtà, Rastatt può riorientarsi senza immobilizzare capacità produttiva. I concorrenti che hanno investito in linee dedicate esclusivamente all’elettrico stanno imparando questa lezione a caro prezzo.
La tecnologia che governa i nuovi veicoli si chiama MB.OS, il sistema operativo proprietario di Mercedes, integrato con intelligenza artificiale e con l’ecosistema MO360 che gestisce la produzione in tempo reale. L’approccio viene definito “Digital First”, un’etichetta che nelle comunicazioni aziendali comparirà almeno una dozzina di volte. La simulazione con gemello digitale, per esempio, è già al lavoro per pianificare la conversione del capannone, che dal 2027 ospiterà un’ulteriore linea di produzione GLA. Decine di milioni di euro di investimento, alcuni mesi di simulazione prima di spostare un bullone.
I motori elettrici vengono da Untertürkheim, le scocche da Kuppenheim, e le celle arrivano da Accumotive di Kamenz, società controllata da Mercedes. In un mercato europeo sotto pressione dei prezzi cinesi, controllare internamente la produzione delle batterie significa proteggere i margini senza dipendere da fornitori che domani potrebbero avere priorità diverse.
Michael Schiebe, responsabile Produzione e Supply Chain del Gruppo, ha inquadrato il tutto con il vocabolario istituzionale d’ordinanza: flessibilità, efficienza, innovazione, passione dei colleghi. Questa flessibilità produttiva, però, va detto, vale tantissimo proprio perché il mercato dei veicoli elettrici non ha ancora deciso dove vuole andare.






