Nissan taglia 900 posti in Europa e apre le porte ai cinesi

Nissan taglia 900 posti in Europa nell’ambito del piano Re:Nissan e riduce Sunderland a una sola linea produttiva.
nissan Sunderland

Nissan ha deciso di fare i conti con quei due o tre problemucci di quest’ultima annata, e il risultato non è confortante. Il piano Re:Nissan, avviato nel 2025 sotto la guida del CEO Ivan Espinosa, si abbatte sull’Europa con 900 esuberi, pari al 10% circa dei 9.300 dipendenti della regione.

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Nel mirino ci sono impiegati e personale di magazzino nel Regno Unito, in Francia e in Spagna. La produzione a Sunderland non viene toccata, almeno nei numeri, ma lo stabilimento passa da due linee a una sola. Una razionalizzazione che, nelle intenzioni, dovrebbe liberare capacità produttiva.

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La risposta potrebbe arrivare dalla Cina. Nissan ha ammesso al Financial Times di stare valutando “opportunità con terze parti per massimizzare l’utilizzo dello stabilimento”, una formulazione diplomatica che non smentisce e non conferma le trattative con Chery, marchio cinese già accostato in passato ai progetti di Jaguar Land Rover per gestire la propria capacità inutilizzata.

L’idea sul tavolo sarebbe quella di condividere i costi fissi del più grande impianto automobilistico del Regno Unito con un produttore straniero che cerca una testa di ponte europea. Sunderland come porto franco per chi vuole aggirare i dazi senza costruire da zero.

I sindacati non ci stanno. Miguel Ruiz dell’USOC spagnolo ha definito i tagli “una nuova delusione”, precisando che i circa 500 esuberi previsti in Spagna saranno oggetto di negoziazione nelle prossime settimane. Il magazzino ricambi di Barcellona chiuderà parzialmente, i mercati nordici passeranno a un modello distributivo basato sugli importatori. A livello globale, Re:Nissan punta a eliminare 20.000 posti di lavoro e ridurre gli stabilimenti da 17 a 10 entro il 2027.

nissan Sunderland
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Nel mezzo di tutto questo, Sunderland produce la nuova Leaf, entrata in linea nel dicembre 2025 e attesa sul mercato nel 2026. A seguire, nel 2027, la Juke elettrica. Sono loro i due focus commerciali su cui Nissan scommette la tenuta dello stabilimento. Eppure le immatricolazioni nel Regno Unito nei primi quattro mesi sono calate del 13%, con la quota di mercato scesa dal 4,7% al 3,7%. Nell’UE, primo trimestre in rosso dell’8,3%.

Il 13 maggio Nissan presenterà i risultati dell’intero anno fiscale. Le previsioni aggiornate parlano di un utile operativo di 50 miliardi di yen, costruito però in larga parte su benefici una tantum e movimenti favorevoli del cambio. Non esattamente una base solida su cui pianificare una rinascita.