Yann Vincent ha co-fondato ACC nel 2020 con l’ambizione di portare in Europa la capacità di produrre batterie per auto elettriche su scala industriale, sottraendo terreno ai giganti asiatici che dominano incontrastati quella filiera. Cinque anni dopo, uno dei vertici di questa realtà lascia. Va in pensione, e lo fa così: “Ci sta volendo più tempo per costruire di quanto avessimo immaginato”.
ACC, Automotive Cells Company, è una joint venture nata dall’intesa tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies. La gigafactory di Billy-Berclau-Douvrin, nel Pas-de-Calais, ha avviato le operazioni nel 2023. Da allora, ritardi e ritmi produttivi sotto gli obiettivi hanno scandito la storia di uno stabilimento che avrebbe dovuto diventare un simbolo industriale e si è rivelato un cantiere più difficile del previsto.

Le conseguenze arrivano fino agli showroom. Stellantis ha confermato che i modelli Peugeot 3008 e 5008 con la batteria da 97 kWh, fornita proprio da ACC, registrano tempi di attesa tra i 9 e i 12 mesi. Nel frattempo, i concorrenti cinesi consegnano in poche settimane.
C’è anche una questione tecnica di fondo. ACC ha scelto la chimica NMC, nichel-manganese-cobalto, un percorso più complesso e costoso da industrializzare rispetto all’LFP che il mercato sta adottando con crescente convinzione. Vincent lo aveva detto: “I concorrenti cinesi sono 20 anni avanti”. Recuperare quel gap in tre anni era l’obiettivo dichiarato. Un’ambizione che i numeri, per ora, non hanno confermato.
A raccogliere il testimone arriva Allan Swan, ex presidente di Panasonic Energy USA, con alle spalle la supervisione di due gigafactory americane che oggi riforniscono Tesla producendo milioni di celle all’anno. Un profilo operativo, forgiato sul campo, lontano dalle logiche istituzionali che spesso governano le joint venture europee.

Il contesto in cui Swan dovrà operare non è dei più semplici. A febbraio, ACC ha già cancellato i progetti di espansione in Italia e in Germania per scarsa visibilità sul futuro. Oggi il gruppo punta tutto sull’unico sito francese, con l’obiettivo di portare finalmente la produzione a regime. Il mercato europeo dell’elettrico, nel frattempo, rallenta. E gli investitori non aspettano.
