Bernd Körber, responsabile prodotto BMW, è uno di quei manager che sceglie le parole con cura. Al lancio della nuova i3, interpellato su una possibile sportiva elettrica nel listino del marchio bavarese, ha risposto che l’ipotesi “non è improbabile”, ma che non arriverà a breve. Nel vocabolario dei vertici di Monaco, è quasi una dichiarazione d’amore.
La piattaforma Neue Klasse, su cui si basa la nuova i3, è un’architettura a 800 volt capace di reggere fino a 1.341 cavalli in configurazione a quattro motori. È la base tecnica pensata per i modelli di grande serie, ma geometricamente compatibile con qualcosa di molto più estremo, come dimostra la BMW Vision Driving Experience, esercizio stilistico e tecnico che spalanca porte inquietanti.

La M3 elettrica, attesa insieme a una M4, supererà quota 800 cavalli, numeri seri, per un’auto seria. Ma parliamo pur sempre di una berlina a quattro porte con sedili posteriori. Non è quello il segmento che fa battere il cuore quando si pronuncia la parola supercar.
Qui entra in gioco la parte più interessante della storia, quella non confermata e probabilmente destinata a restarlo. Secondo indiscrezioni, BMW sarebbe arrivata sorprendentemente vicina all’approvazione interna di una hypercar completamente elettrica: oltre 1.000 cavalli, prezzo nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, progetto concretamente avviato. Poi il freno a mano.

Il mercato delle hypercar si stava raffreddando, e qualcuno in alto ha sollevato il dubbio che un’auto simile non rappresentasse esattamente il messaggio giusto per il brand. BMW non conferma nulla, ma il fatto che ci si sia arrivati così vicino dice molto su quanto seriamente l’ipotesi sia stata valutata.
Nel frattempo, Audi e Porsche avanzano con i rispettivi progetti di coupé elettriche ad alte prestazioni, in un mercato che ha perso parte dell’entusiasmo degli anni scorsi per l’elettrico. Quello che sembrava un approdo inevitabile si sta rivelando una scommessa con variabili ancora aperte.
