Audi sta studiando un sistema ibrido nel quale la stessa macchina elettrica può muovere un asse oppure produrre energia sfruttando il motore termico, eliminando così il generatore normalmente utilizzato nei veicoli range extender. La soluzione, descritta nella domanda di brevetto EP4755684A1, potrebbe ridurre costi, peso e ingombri, ma richiederebbe una gestione particolarmente accurata della trazione integrale.
Audi studia un range extender senza generatore dedicato
L’architettura prevede due motori elettrici, ciascuno associato a un asse, insieme a una batteria e a un propulsore a combustione. Durante la marcia elettrica, le due unità possono intervenire contemporaneamente per ottenere la trazione integrale oppure lavorare separatamente quando non serve distribuire la coppia su tutte e quattro le ruote.
La differenza rispetto a un classico EREV emerge quando la batteria scende sotto un determinato livello. Invece di avviare il motore termico e utilizzarlo per alimentare un generatore separato, il sistema Audi scollega una delle macchine elettriche dal relativo asse e la collega al propulsore attraverso una serie di innesti. L’unità smette temporaneamente di fornire trazione e converte l’energia meccanica prodotta dal motore a benzina in elettricità, che può essere accumulata nella batteria o inviata all’altro motore.
Alcune configurazioni contemplate dal brevetto permettono anche al propulsore termico di partecipare direttamente al movimento dell’automobile, soprattutto alle velocità più elevate, quando questo collegamento può risultare più efficiente rispetto alla doppia conversione da energia meccanica a elettrica e nuovamente meccanica. Proprio questa possibilità rende difficile classificare il progetto come un tradizionale range extender, nel quale il motore a combustione non raggiunge mai le ruote.
La rinuncia a un generatore dedicato consentirebbe di risparmiare una macchina elettrica completa della relativa elettronica di potenza, semplificando il confezionamento del sistema e riducendo i costi dei componenti. Il vantaggio verrebbe però compensato almeno in parte dalla presenza di frizioni, dispositivi di disconnessione e logiche di controllo necessarie per modificare il percorso dell’energia senza produrre ritardi o variazioni percepibili dal conducente.
La fase più delicata riguarderebbe la trazione quattro. Quando il motore elettrico collegato al propulsore termico lavora come generatore, non può contemporaneamente azionare il proprio asse nella normale configurazione elettrica. Il sistema dovrebbe quindi decidere quando privilegiare la ricarica e quando ripristinare la spinta su entrambe le estremità della vettura, coordinando ogni passaggio con il secondo motore.
Il deposito non anticipa comunque un modello destinato alla produzione e non contiene indicazioni su piattaforme o tempi di lancio. Audi ha protetto una possibile soluzione tecnica che potrebbe non arrivare sul mercato, ma il documento mostra come la casa automobilistica stia valutando architetture intermedie tra elettrico, ibrido plug-in e range extender, probabilmente alla ricerca di un compromesso più conveniente tra autonomia e costi industriali.


