Dimenticate i tempi in cui l’auto cinese era guardata con lo stesso sospetto di un sandwich bruttino venduto in un autogrill. Secondo gli ultimi dati diffusi da Areté, il panorama auto italiano ha subito una mutazione genetica. Oggi ben il 73% dei consumatori italiani è pronto ad aprire il garage a un veicolo prodotto all’ombra della Grande Muraglia.
Non parliamo di una cotta passeggera, ma di una tendenza solida che vede marchi come BYD e Geely passare dall’anonimato dei forum di nicchia alle liste dei desideri delle famiglie medie. Non è solo la fame di risparmio, ma una ricerca quasi mistica di qualità, affidabilità e innovazione tecnologica, possibilmente senza dover vendere un organo.

Il target è chiaro. L’italiano tipo vuole un SUV o un crossover, preferibilmente con tecnologia ibrida, quel porto sicuro che permette di sentirsi ecologici senza l’ansia di restare a secco di elettroni. Tuttavia, c’è una barriera invalicabile, una sorta di “muro del pianto” finanziario, ovvero la soglia psicologica dei 30.000 euro. Oltre quella cifra, l’entusiasmo per l’oriente scema rapidamente, a conferma che il rapporto qualità-prezzo resta il vero arbitro della partita.
Non pensiate che ci accontentiamo di uno schermo gigante e tante lucine LED. Il 51% degli intervistati è diventato improvvisamente un esperto delle plastiche degli interni, rifiutandosi di scendere a compromessi sulla qualità costruttiva e sui materiali. Poi però si comprano Audi e Volkswagen che scricchiolano tantissimo ovunque.
Il vero scoglio resta il “dopo”. Se il prezzo attira il 45% dei potenziali acquirenti, un solido 28% ha ancora gli incubi pensando al post vendita. Il timore è quello di essere abbandonati al proprio destino una volta varcata la soglia della concessionaria, con una rete di assistenza che potrebbe rivelarsi un miraggio.

È per questo che l’80% degli italiani non rinuncia al test drive: abbiamo bisogno di toccare con mano, di ascoltare il suono rassicurante della portiera e di capire se lo sterzo risponde davvero o se è solo uno spot in televisione. BYD e Geely hanno capito l’antifona e stanno invadendo i centri urbani con showroom moderni, decisi a trasformare la diffidenza in fiducia duratura.
