Dacia, piazzali di Duster e Bigster da smaltire: eccola la pressione cinese

Dacia rompe il tabù degli sconti: tre mesi di leasing gratuiti su Duster e Bigster. Ma un rivale come Jaecoo offre anticipo zero. Il confronto è impietoso.
dacia duster 2026

Quasi 15 anni di regno incontrastato per un SUV che costava quanto un’utilitaria di fascia bassa. In questo modo, la Dacia Duster ha scritto le regole di un segmento che praticamente ha inventato. Adesso, però, il mercato si è complicato un bel po’.

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dacia duster 2026

Il problema non è arrivato solo dall’esterno. Il Bigster, fratello maggiore e compagno di scuderia, ha iniziato a sottrarre clienti con una proposta più ricca e più desiderabile. Con la Striker in arrivo, la pressione interna non si allenterà.

dacia bigster 2026

Intanto, sul fronte cinese, MG, BYD e Jaecoo hanno capito che il segmento del miglior rapporto qualità-prezzo è esattamente dove vale la pena combattere. La clientela Dacia, storicamente fidelizzata dal prezzo, è diventata il bersaglio preferito.

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Il segnale più eloquente arriva da dove Dacia non si era mai spinta, gli sconti. Il marchio rumeno ha sempre evitato con cura qualsiasi forma di incentivo sui modelli nuovi, una strategia che comunicava forza, domanda sostenuta, nessuna necessità di sedurre con (ulteriori) ribassi.

dacia duster 2026

In alcuni Pesei europei (anche in Francia, suo terreno di caccia) Dacia ha messo sul tavolo tre mesi di canone gratuito su contratti di leasing a lungo termine per chi ordina una Duster ibrida 155, una Bigster mild hybrid-G 140 o una Bigster ibrida 155 disponibili in stock (dai piazzali, in sostanza). I contratti durano 49 mesi, con anticipo di 3.000 euro sulla Duster e 3.500 sulla Bigster, e rate mensili tra 259 e 317 euro secondo l’allestimento.

Il confronto con la concorrenza è impietoso. La Jaecoo 7 ibrida, diretta antagonista della Duster, propone leasing a partire da 299 euro al mese senza alcun anticipo. Cifre del genere costringono a ridisegnare la propria offerta anche chi per anni ha potuto permettersi di ignorare il mercato.

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Dacia si trova in una posizione scomoda che non aveva mai conosciuto: non abbastanza premium per competere con sé stessa verso l’alto, non abbastanza aggressiva sul prezzo per tenere a bada i cinesi verso il basso. Il vero banco di prova sarà capire se il Duster può ancora difendersi con il valore intrinseco del prodotto o se la guerra si sposterà definitivamente sul terreno dove i cinesi si trovano decisamente più a loro agio.