CATL elimina l’anodo: la batteria che si costruisce da sola mentre la carichi

CATL presenta l’anodo autoformante nella batteria Freevoy: densità energetica fino al +60%, meno peso, più autonomia. La rivoluzione silenziosa.
CATL

CATL ha presentato una tecnologia che ribalta uno dei principi fondamentali della batteria agli ioni di litio. L’elettrodo negativo non viene più preformato, ma si genera da solo durante la prima carica. Il litio migra e si deposita direttamente sul collettore di corrente, creando l’anodo nel momento in cui la batteria entra in funzione. L’azienda chiama questo approccio “anodo autoformante” e lo ha integrato nella sua batteria Freevoy Dual-Power.

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CATL dichiara un aumento fino al 60% della densità energetica volumetrica e fino al 50% di quella gravimetrica. In alcune configurazioni NCM, la tecnologia supera i 1.000 Wh/l. Dati che provengono dall’azienda stessa e vanno letti come obiettivi di sviluppo.

CATL, batteria Freevoy Dual-Power

Il principio fisico alla base è semplice, la sua realizzazione complessa. Una batteria convenzionale utilizza grafite nell’anodo per trattenere gli ioni di litio durante i cicli di carica e scarica. Eliminare quel materiale attivo significa guadagnare spazio e ridurre peso, due risorse che nell’auto elettrica valgono autonomia. Il litio metallico offre densità teoricamente molto superiori alla grafite, ma porta con sé un problema ben noto: la formazione di dendriti, strutture irregolari che possono penetrare il separatore e causare cortocircuiti. Più le reazioni secondarie con l’elettrolita consumano il materiale attivo, più la durata della batteria si riduce.

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CATL afferma di aver lavorato precisamente su questa interfaccia critica, garantendo deposizione uniforme e stabilità ciclica. Il sistema Freevoy Dual-Power divide il pacco in due zone energetiche indipendenti, ciascuna ottimizzabile con chimiche diverse, LFP per l’uso quotidiano, NCM per la lunga percorrenza.

In una delle configurazioni annunciate, la combinazione LFP punta a superare i 1.000 chilometri di autonomia in una berlina con passo di 3 metri. In quella NCM-LFP, l’obiettivo è 180 kWh e oltre 1.500 chilometri.

CATL, batteria Freevoy Dual-Power

Nell’aprile 2026 CATL ha dichiarato di aver superato quattro dei principali ostacoli industriali legati alla produzione delle sue batterie al sodio Naxtra con avvio della produzione di massa previsto entro fine 2026.

La vera implicazione, però, non sta nelle cifre record. Un’auto elettrica con batteria ad alta densità non ha bisogno di un pacco da 150 o 200 kWh per fare i suoi chilometri. Può fare la stessa strada con meno materiale, meno peso, meno costi. La prossima grande svolta delle batterie, probabilmente, non sarà caricarle più in fretta, sarà fare di più con meno.

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