BYD ordina altre 10 navi: obiettivo 2,5 milioni di auto fuori dalla Cina

BYD ordina 10 nuove navi portauto: la flotta sale a 18 unità, capacità fino a 2,5 milioni di veicoli esportati all’anno. L’Europa nel mirino.
nave cargo, export byd

BYD punta a una flotta di 18 navi dopo averne ordinate altre 10 unità da China Merchants Industry, nei cantieri di Jinling e Haimen. Ognuna con una capacità fino a 9.200 CEU, unità relative al numero di autovetture. Consegne previste tra il 2027 e il 2029, valore del contratto non ancora comunicato, ma le indiscrezioni dal settore marittimo parlano chiaro.

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La flotta attuale conta già otto navi operative. L’ultima entrata in servizio, la BYD Jinan, ha completato il primo lotto nel settembre 2025. I nomi delle sorelle la dicono lunga sulla strategia: BYD Hefei, BYD Shenzhen, BYD Xi’an, BYD Zhengzhou, città cinesi impresse sullo scafo di navi che solcano rotte internazionali. La BYD Shenzhen, per fare un esempio, misura 219,9 metri di lunghezza per 37,7 di larghezza, dispone di 16 ponti e trasporta fino a 9.200 veicoli. Propulsione a doppio combustibile: gas naturale liquefatto più carburante convenzionale.

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Con otto navi, BYD ha già una capacità potenziale di circa un milione di auto esportate all’anno. Con diciotto, si arriverebbe a circa 2,5 milioni. Non è detto che vengano tutte vendute fuori dalla Cina, e non è detto che tutte le rotte puntino verso ovest.

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I dati sulle esportazioni confermano la spinta. Ad agosto, BYD ha esportato dalla Cina circa 184.000 autovetture, il 131% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nei primi otto mesi dell’anno, il totale ha raggiunto 1,127 milioni di unità, con un incremento dell’88% anno su anno. Una crescita che copre quasi il 35% delle esportazioni cinesi di veicoli a nuova energia.

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Sul mercato interno il quadro è opposto. Nello stesso periodo gennaio-agosto, le vendite BYD in Cina si sono fermate a circa 1,15 milioni di unità, il 43% in meno rispetto al 2024. La guerra dei prezzi interna e la saturazione di un mercato ultra-competitivo stanno spingendo il costruttore verso l’esterno.

L’Europa è al centro di questa strategia. Le auto elettriche prodotte in Cina scontano un dazio compensativo aggiuntivo del 17% nell’UE, oltre alla tariffa standard del 10%. Da qui la produzione delocalizzata: a settembre 2025, la BYD Zhengzhou ha spedito nel Regno Unito veicoli con guida a destra assemblati in Thailandia.

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