Accordo Germania-Cina: NIO e Bosch scrivono il futuro dell’auto elettrica

NIO e Bosch hanno siglato un accordo strategico per lo sviluppo di tecnologie chassis-by-wire e gestione batterie.
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Pochi giorni fa, il cancelliere tedesco Friedrich Merz sbarcava a Pechino non certo per una visita di cortesia, ma per assistere a qualcosa che dovrebbe far riflettere parecchi dirigenti europei. NIO e Bosch hanno firmato un accordo di cooperazione strategica che, tradotto in parole povere, significa che la Germania ha capito dove soffia il vento e ha deciso di salire sul treno giusto prima che sia troppo tardi.

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L’alleanza coinvolge tutti e tre i marchi del gruppo cinese, quindi NIO insieme a Onvo e Firefly. Non si tratta di una stretta di mano simbolica davanti alle telecamere, ma di una partnership operativa su tecnologie che contano davvero. Parliamo di sistemi chassis-by-wire, gestione avanzata delle batterie, controllo della frenata, sterzo elettronico, sistemi di guida intelligenti, elettronica di bordo e moduli di percezione. Tutto ciò che serve per costruire veicoli elettrici che non siano solo scatole con le ruote.

NIO Bosch accordo
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Con l’industria europea che continua a dibattere su quanto sia sostenibile l’elettrico, Bosch ha preso una decisione netta: collaborare con chi l’elettrico lo fa sul serio, in volumi reali, per un mercato reale. NIO non è un’azienda che vive di promesse e concept car. È un produttore che macina chilometri, accumula dati e affina tecnologie sul campo.

L’accordo è stato siglato durante il simposio del Comitato consultivo economico sino-tedesco alla Grande Sala del Popolo di Pechino, alla presenza del premier cinese Li Qiang e del cancelliere tedesco Merz. Più di 60 leader aziendali di entrambi i Paesi hanno partecipato, incluso William Bin Li, fondatore e CEO di NIO, invitato come rappresentante dell’industria automobilistica cinese. Non male per un marchio che qualcuno in Europa continua a liquidare come “l’ennesimo cinese”.

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I temi sul tavolo erano principalmente decarbonizzazione, trasformazione digitale, resilienza delle supply chain, clima degli investimenti. Tutto ciò che l’industria europea fatica a mettere a fuoco da anni.

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La partnership NIO-Bosch, evidentemente, non è solo un accordo commerciale. È il segnale che chi vuole sopravvivere nell’era dell’elettrico intelligente deve guardare avanti, non indietro. Ma soprattutto a Oriente.