C’è un nome che Monaco ha lasciato riposare per un decennio. Ora lo riprende, e lo fa pesare. Il 18 marzo BMW svelerà la nuova i3, non una semplice berlina elettrica, ma la versione a batteria della Serie 3 di prossima generazione, secondo modello della famiglia Neue Klasse dopo il SUV iX3, le cui consegne in diversi mercati globali sono già iniziate. La scelta del nome non è nostalgia, sia chiaro, ma è un segnale. L’i3 degli anni Dieci aveva anticipato un’era. Questa vuole dominarla.
Il design rompe con la G20 in modo netto. Spigoli decisi, estetica minimalista, e sul frontale un motivo a rene luminoso e avvolgente che imita la griglia iconica BMW, con la firma luminosa diagonale che diventerà il biglietto da visita dell’intera gamma Neue Klasse. I SUV avranno il rene in versione verticale e compatta, le berline lo porteranno a tutta larghezza. Una distinzione formale che racconta una gerarchia precisa.

Il modello di lancio sarà probabilmente il 50 xDrive, configurazione identica alla iX3: doppio motore, 464 CV, 650 Nm di coppia, batteria NMC da 108 kWh. Il SUV garantisce 800 km di autonomia. La piattaforma Gen6 lavora in architettura a 800V con picchi di ricarica fino a 400 kW.
BMW non ha aspettato per pigrizia. Lanciare una Serie 3 elettrica solo quando la tecnologia potesse reggere il confronto con i termici. Il sistema frenante integra il recupero energetico in modo così profondo che il 98% della decelerazione può avvenire senza toccare il pedale del freno. Al centro di tutto c’è il sistema Heart of Joy, che unisce i controlli dell’esperienza di guida in un’unica architettura centralizzata, costruita attorno a un numero drasticamente ridotto di chip.

L’interno abbandona la complessità visiva in favore del Panoramic iDrive: touchscreen angolato e head-up display che si estende lungo l’intero parabrezza, portando le informazioni critiche all’altezza degli occhi del conducente.
La i3 non sarà sola a lungo. Seguirà una Touring, diverse varianti di potenza, e nel 2028 la prima M3 elettrica, con quattro motori, torque vectoring avanzato e componenti sviluppati ad hoc dalla divisione M. Il modello M più potente di sempre, forse.
