Volvo porta Gemini in auto: l’IA di Google “prende” il volante

Volvo aggiorna l’interfaccia centrale con la nuova Car UX e annuncia l’integrazione di Google Gemini su oltre 15 modelli. Meno tocchi.
Volvo Car UX

Volvo sta proponendo nuove regole per il salotto digitale a bordo delle sue auto. Due le mosse distinte e complementari. La prima si chiama Volvo Car UX, presentata a marzo, ed è un aggiornamento dell’interfaccia del display centrale pensato per eliminare quello che ogni automobilista ha maledetto almeno una volta: i tocchi inutili, le app che si sovrappongono, la navigazione che sparisce se si vuole cambiare canzone.

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Il concetto è semplice: la mappa rimane sullo schermo mentre si cambia brano. Le app più usate, appunto navigazione, musica, telefono, restano visibili e accessibili senza dover uscire da nessuna schermata. L’interfaccia è ancora in fase di distribuzione su una lista lunga di modelli prodotti dal 2020 in poi con sistema operativo Android: C40, XC40, EX40, EC40, S60, V60, V60 Cross Country, XC60, S90, V90, V90 Cross Country e XC90.

Volvo Car UX
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Mentre questo processo è ancora in corso, Volvo ha già annunciato il passo successivo, non un aggiornamento minore. Google Gemini arriverà a bordo delle sue auto.

In Volvo, l’integrazione con Gemini viene presentata come una svolta nel modo in cui il guidatore interagisce con la propria auto. Comandi vocali, azioni contestuali, pianificazione dei percorsi tramite Google Maps, gestione dell’intrattenimento. Il perimetro dichiarato è vasto, quasi senza confini, e bisognerà capire quanto di tutto questo si tradurrà in qualcosa di realmente utile nell’uso quotidiano.

Nella fase iniziale, Gemini sarà disponibile per i clienti statunitensi idonei sui modelli prodotti dal 2020, C40, EC40, EX40, XC40, S60, V60, V60CC, XC60, V90, V90CC, S90, XC90, EX90, ES90, EX30, EX60. L’espansione ad altre regioni seguirà nelle settimane successive, secondo la tabella di marcia annunciata dalla casa svedese.

Volvo Car UX
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Volvo sta aggiornando un sistema, certo, ma fa anche molto di più. Sta scommettendo che il futuro dell’esperienza a bordo passa per un’intelligenza artificiale che conosce il contesto, non solo i comandi. È una scommessa condivisa da mezzo settore.