Si chiama M3 e mai si presenterà con una sigla come iM3. Non vedremo nemmeno EM3, come nessuna ulteriore sigla pensata per ammortizzare l’impatto sui puristi. BMW avrà la M3, e basta, anche elettrica.
Frank van Meel, il capo di BMW M, lo ha detto chiaro al Goodwood Festival of Speed e con semplicità: “Una M3 è sempre stata una M3. Che fosse a quattro cilindri, sei cilindri, V8 o con trazione integrale M xDrive, c’era scritto M3. Questo non cambia neanche se è elettrica”. Fine delle speculazioni sull’iM3 che da mesi riempivano i forum.

La M Concept Neue Klasse arriverà quindi in versione di produzione nel 2026, e porterà quel nome storico addosso come se nulla fosse. BMW ha deciso che trentanove anni di eredità non si archiviano con una lettera minuscola davanti.

La notizia alleggerisce qualche umore: la M3 elettrica non cannibalizzerà quella a benzina. Le due coesisteranno, almeno in teoria. Peccato che la coesistenza durerà poco, e tutta dalla stessa parte: l’attuale G80 uscirà di produzione il prossimo anno, mentre la nuova M3 termica a sei cilindri in linea, la G84, non dovrebbe arrivare prima del 2028. Significa che per circa dodici mesi la M3 elettrica sarà l’unica M3 in commercio.
Nel frattempo, la famiglia si allarga. Van Meel ha confermato anche una nuova generazione di Serie 3 con trattamento M Performance a motore termico, quasi certamente la M350 xDrive, già apparsa per errore sul sito BMW USA all’inizio dell’anno, con il sei cilindri B58 al posto dell’S58 riservato alla M3 vera.

E non è finita. C’è buona probabilità che arrivi anche una i3 M60 xDrive elettrica a performance intermedie, a riempire lo spazio tra la i3 50 xDrive già presentata e la M3 elettrica top di gamma. BMW sta costruendo una berlina per ogni tipo di acquirente, purista, pragmatico o convertito, come se la Serie 3 fosse diventata un menu degustazione.
La questione della Touring? Con una nuova station wagon in arrivo, gli appassionati del tetto lungo sperano in una variante M. Monaco non si è ancora sbilanciata.
