BMW ha scelto Le Mans per svelare la M Concept Neue Klasse. Nello stesso fine settimana, Dries Vanthoor portava la M Hybrid V8 numero 15 sulla prima pole position in assoluto per BMW M Motorsport sulla pista di Sarthe. Contesto perfetto per presentare qualcosa che dovrebbe fare paura.
L’auto che è comparsa sotto il sole francese non passava di certo inosservata: rosso Monza metallizzato, passaruota allargati, fari gialli e spoiler a coda d’anatra che urla già le intenzioni della berlina. È forse la dichiarazione più esplicita che BMW M abbia prodotto negli ultimi anni, roba da riportare alla memoria la M3 della generazione F80.

La M Concept Neue Klasse è senz’altro un’anteprima della ZA0, codice interno della BMW M3 completamente elettrica prevista per il 2027. Costruita sull’architettura della berlina i3 Neue Klasse, ma spinta oltre in ogni direzione: carrozzeria più larga con passaruota svasati, elementi esterni ridisegnati da zero, una motorizzazione che non ha precedenti in casa M. BMW la chiama concept, poi specifica che “design, materiali, esperienza di guida e interpretazione del marchio saranno incorporati nei futuri veicoli BMW M”.

Le proporzioni sono quelle tipiche di un veicolo elettrico, ma la linea di cintura muscolosa e il frontale a naso di squalo, dove griglia a doppio rene e gruppo ottico si fondono in un’unica unità, segnano una rottura netta con il passato recente. I nuovi M Yellow Lights, icone luminose giallo brillante, diventeranno, secondo BMW, una firma ricorrente sulle future M, in continuità visiva con le GT da corsa e la M Hybrid V8.
La presa d’aria a V sul cofano è funzionale, dato che serve al raffreddamento della trasmissione elettrica. Splitter, presa d’aria e diffusore sono in fibra naturale, lo stesso materiale usato per i sedili sportivi interni e, per la prima volta, per la grafica del tetto con logo M.
Dentro, BMW M ha preso una decisione che conta, il guidatore non si perde in un iPad. La plancia fluttuante è orientata verso chi guida, il quadro strumenti è davanti agli occhi di chi è al volante, e lo schermo centrale esiste senza dominare. Quattro sedili avvolgenti in pelle Merino Bathurst Blue e Berry Red, cinture a cinque punti rosse, tessuto a maglia nero ovunque.

Difficile dire se la ZA0 saprà ricompensare il guidatore come faceva la E46 M3. Non in termini di numeri sull’accelerazione, ma di quello che si percepisce al volante in curva, in quel dialogo tra mani, asfalto e meccanica che ha reso certe BMW indimenticabili. Per saperlo, bisognerà aspettare il 2027. E sperare.
