Tre Tesla Roadster sparite in Cina per 13 anni: la storia del container dimenticato

Tre Tesla Roadster di prima generazione sparite in Cina per 13 anni, ritrovate intatte in un container. La storia (e il prezzo) che non ti aspetti.
tesla Roadster, container

Non ci troviamo davanti a un fienile abbandonato, non in un garage che accumula più polvere che attrezzi per il giardino. In un porto cinese, sigillate, dimenticate, c’erano tre Tesla Roaster, come se qualcuno avesse deciso di conservare un pezzo di storia dell’auto elettrica senza dirlo a nessuno.

Advertisement
tesla Roadster, container

Nel 2010, un’azienda cinese, quasi certamente la divisione R&D di un costruttore locale allora in fase di decollo, acquistò tre Tesla Roadster di prima generazione direttamente dalla fabbrica. L’idea era studiare la tecnologia, smontare, capire. Prima che ci riuscissero, la società probabilmente è poi fallita. Le auto rimasero al porto, i container vennero chiusi e, di fatto, sparirono dai radar per oltre un decennio.

Quando la Gruber Motor Company li ha riaperti nel 2023, ha trovato qualcosa di difficile da credere: due Roadster Sport arancio fiamma e una Roadster standard rosso brillante, praticamente intatte. Cunei, cinghie, airbag gonfiabili ancora al loro posto. Cavi di ricarica, custodie, adattatori: tutto ancora nell’imballaggio originale.

Advertisement
tesla Roadster, container

Il chilometraggio basso, meno di 300 km, non ha sorpreso gli esperti. Tesla all’epoca effettuava test approfonditi pre-consegna, specialmente sugli ultimi esemplari prodotti.

Il tempo, però, aveva lasciato qualche segno. Alcune parti in fibra di carbonio avevano ingiallito. Gli interni mostravano tracce di umidità. E soprattutto: tutti i connettori di servizio delle batterie erano rimasti collegati. Per tredici anni i pacchi batteria si erano scaricati lentamente, inesorabilmente. Gli esperti hanno escluso qualsiasi possibilità di recupero delle celle originali. Le auto esistono, ma non potrebbero muoversi senza un intervento radicale.

tesla Roadster, container

Dentro i container è spuntato anche il fantasma di una quarta Roadster. Casse con pannelli della carrozzeria, rivestimenti interni, componenti vari, ma niente pacco batterie, niente telaio, niente modulo di potenza. Segni abbastanza chiari che il reverse engineering era già iniziato prima che il progetto venisse abbandonato insieme a tutto il resto.

Advertisement

Nonostante questo, la scoperta ha generato un interesse collezionistico immediato. Dan O’Dowd, miliardario del software, ha rilevato il trio per quasi un milione di dollari. Ha comprato tre auto che non possono circolare, con le batterie morte e una storia opaca alle spalle: ha comprato, più che altro, una delle parentesi più singolari nella storia dell’auto elettrica: il momento in cui Tesla era già così avanzata da essere oggetto di studio, e la Cina così ambiziosa da provarci.