BMW salva il motore termico: niente cavalli in più, ma doppia complessità

BMW M Ignite porta la precamera di accensione sull’S58: più efficienza, conformità Euro 7, zero cavalli in più. Il futuro del motore termico si gioca qui.
bmw m ignite s58

BMW ha introdotto l’M Ignite sull’S58, il motore sei in linea biturbo da 3,0 litri che muove M2, M3 e M4, portando sul mercato di serie una tecnologia che fino a poco tempo fa viveva quasi esclusivamente in Formula 1. Il principio è semplice a dirsi: ogni cilindro riceve una precamera posizionata nella testa, dotata di candela e bobina dedicate. In pratica, due sistemi di accensione per singolo cilindro.

Advertisement

A regime ridotto lavora la candela convenzionale. Quando il motore spinge forte, entra in gioco la precamera: la miscela aria-carburante che vi confluisce si accende, e i getti di fiamma che ne escono viaggiano attraverso piccoli fori verso la camera di combustione principale a velocità prossima a quella del suono. Si ottiene una combustione che parte da più punti contemporaneamente, più rapida e omogenea rispetto a qualsiasi motore convenzionale. Inoltre, BMW ha aggiunto turbine a geometria variabile: palette mobili che stringono il passaggio dei gas di scarico ai bassi regimi per ridurre il turbo lag, e si aprono agli alti per massimizzare la potenza.

bmw m ignite s58

Tutto questo, però, non aggiunge un singolo cavallo alla potenza attuale, che va dai 473 delle versioni standard ai 543 della M3 CS, M4 CS e M4 CSL. Il beneficio reale è sull’efficienza sotto carico e nella conformità alla normativa Euro 7, che BMW deve rispettare senza rinunciare ai motori termici nella gamma M.

Advertisement

La tecnologia della precamera non è nuova, ma la sua adozione su scala è lenta, per ragioni concrete. La precamera lavora in condizioni termiche estreme, tende ad accumulare depositi di carbonio negli orifizi che la collegano alla camera principale, e introduce nuovi punti di possibile cedimento meccanico: pistoni, fasce elastiche, guarnizioni della testa sono tutti sotto stress aggiuntivo.

bmw m ignite s58

Non è un caso che i produttori ci abbiano messo decenni ad adottarla in modo diffuso. Stellantis ha seguito con il Hurricane 4 da 2,0 litri, debuttato sul Jeep Grand Cherokee del 2026, considerato il primo motore ad alto volume con questa tecnologia. Maserati era già lì dal 2021 con il Nettuno V6 dell’MC20, oggi cuore anche della MCPura.

L’S58 con M Ignite serve a guadagnare tempo. La prossima M3 arriverà con un’alternativa elettrica e BMW ha scelto di investire ancora sul termico per chi non è ancora pronto a lasciarsi alle spalle il suono di un sei cilindri. Viene da chiedersi per quante stagioni ancora reggerà il conto.

Advertisement