Auto elettriche, il riciclo delle batterie ha un costo enorme: l’Europa è in allarme

Batteria CATL

Il volume globale delle batterie per auto elettriche giunte a fine vita si è attestato nel 2025 intorno ai 5,8 GWh, ma secondo le proiezioni di Circular Energy Storage potrebbe salire a 28 GWh entro il 2030 e raggiungere i 106 GWh nel 2035, con una crescita superiore di oltre 18 volte rispetto ai livelli attuali. Numeri che rendono evidente la portata della sfida industriale ed economica che attende i costruttori europei, chiamati per legge a farsi carico direttamente del recupero, del riutilizzo o del riciclo degli accumulatori esausti.

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Auto elettriche: tra qualche anno riciclare le batterie potrebbe diventare un problema enorme

tesla batteria 4680

I costi variano a seconda della chimica delle celle. Il riciclo delle batterie LFP, sempre più diffuse per il loro costo inferiore in fase di produzione, può arrivare a costare fino a 29 dollari per kWh, il che significa che una batteria da 50 kWh può generare oneri di gestione a fine vita prossimi ai 1.500 euro.

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Le batterie NMC risultano invece considerevolmente meno onerose da trattare, con costi nell’ordine dei 3 dollari per kWh. A questo si aggiungono i costi di pre-processamento, che attualmente si aggirano intorno ai 5.000 euro per tonnellata, anche se le stime indicano una riduzione sostanziale nei prossimi anni grazie alle economie di scala che accompagneranno l’aumento dei volumi trattati.

Proprio questa dinamica di costi decrescenti rappresenta un elemento di rischio strategico per le case automobilistiche. Hans Eric Melin, fondatore di Circular Energy Storage, ha sottolineato come il pericolo maggiore per i costruttori sia quello di vincolarsi oggi ad accordi e investimenti calcolati sui costi attuali, ritrovandosi poi in svantaggio quando il mercato maturerà e i prezzi scenderanno drasticamente. La finestra temporale in cui verranno prese queste decisioni potrebbe condizionare la competitività delle aziende per anni.

batterie stato solido

Esistono nel frattempo soluzioni intermedie che puntano a prolungare il ciclo di vita degli accumulatori prima del riciclo vero e proprio. Nissan e Little Electric Energy, ad esempio, hanno riconvertito batterie dismesse della Leaf in un sistema di ricarica portatile installato nel porto di Vigo, in Spagna, dimostrando che il riutilizzo può offrire una seconda vita economicamente sensata prima dello smaltimento definitivo.

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Le tecnologie LFP e NMC resteranno probabilmente dominanti ancora per diversi anni, ma l’emergere di alternative come le batterie al sodio, le semi-solide e le future batterie allo stato solido, il cui debutto su larga scala in Cina è atteso intorno al 2027, porrà ulteriori interrogativi sulla necessità di sviluppare infrastrutture di riciclo adeguate a chimiche e architetture sempre più diversificate.