Il 22 maggio è una data cruciale praticamente per ogni automobilista italiano. Quel giorno scade il taglio delle accise sui carburanti, e senza una proroga immediata da parte del Governo, dal 23 maggio la tassazione ordinaria tornerà in vigore con tutto il suo peso. La benzina salirà di 6,1 centesimi al litro. Il diesel di 24,4 centesimi. Al self-service, significa verde stabilmente intorno ai 2 euro al litro e gasolio pericolosamente vicino a sfondare quota 2,20.
Il problema è tecnico, e per certi versi paradossale. Il meccanismo delle cosiddette accise mobili, quello che consentirebbe di usare il maggiore gettito IVA generato dai rincari per abbassare contestualmente le tasse sul carburante, non può essere attivato adesso perché i dati definitivi sulle entrate IVA di maggio saranno disponibili solo nella seconda metà di giugno. Nel mezzo, il Ministero dell’Economia deve trovare coperture alternative. In passato si è fatto ricorso a 150 milioni ricavati dalle sanzioni dell’Antitrust. Stavolta bisogna vedere cosa resta nel cassetto.

Il Brent (il cosiddetto “petrolio di riferimento”) si aggira intorno ai 110 dollari al barile, e la crisi nel Golfo Persico ha già sottratto circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio e gas. Il Ministro Pichetto Fratin assicura che l’Italia non resterà a secco sul fronte degli approvvigionamenti, ma sulla questione prezzi non ci sono rassicurazioni altrettanto solide. Il costo finale sarà tutto da scoprire.
Il 22 maggio sarà anche teatro di un incontro con le associazioni dell’autotrasporto, categoria che ha già annunciato uno sciopero dal 25 al 29 maggio. Il nodo riguarda la classificazione del taglio accise come “aiuto di Stato”, che ha di fatto tagliato fuori gli autotrasportatori da altri strumenti di sostegno. Il viceministro Rixi ha anticipato un nuovo decreto, pensato per intervenire in modo più strutturale sui rincari e aggirare i cortocircuiti normativi prodotti dalle misure precedenti.

Si spera che il decreto arrivi in tempo, che la proroga venga trovata e finanziata, ma ovviamente anche che il Brent smetta di salire. È necessario che tutto vada per il verso giusto contemporaneamente. Non è impossibile.
