Tre anni fa Xiaomi produceva smartphone. Oggi produce SUV da 990 CV e stabilisce record al Nürburgring. Se l’industria automobilistica europea stesse prestando attenzione, dovrebbe essere a disagio.
La Xiaomi YU7 GT, versione ad alte prestazioni del SUV YU7 di prossima commercializzazione, ha girato l’Inferno Verde e ha fermato il cronometro su 7:34.931. Quasi due secondi meglio del precedente record di categoria, apparteneva all’Audi RS Q8 con 7:36.698, che aveva a sua volta strappato il primato alla Porsche Cayenne Turbo GT con 7:38.925. Adesso quel primato è di un’azienda di Pechino che fino a “poco fa” produceva cavi di ricarica.

Non è la prima volta. Quando Xiaomi lanciò la berlina SU7 Ultra, la portò sul circuito tedesco e stabilì il record come berlina a quattro porte più veloce di sempre, prima con un prototipo alleggerito, poi con la versione di serie. Stessa strategia, stesso risultato.
Con la YU7 GT il copione si ripete. L’auto ha girato con un pacchetto pista installato, roll cage di serie per questo tipo di tentativi, sedili posteriori probabilmente rimossi, anche se le immagini dell’on-board non consentono una lettura definitiva. Se i tedeschi rilevassero modifiche non conformi alle specifiche di produzione, lo farebbero sapere. E a quel punto non ci stupiremmo di vedere Xiaomi tornare con la versione standard, magari qualche secondo più lenta ma comunque davanti a tutto ciò che Stoccarda e Ingolstadt hanno da opporre in questo segmento.

Vale la pena ricordare che un SUV non è un’auto sportiva, e che la Xiaomi YU7 GT gira comunque trenta secondi più lenta della SU7. Le leggi della fisica non fanno eccezioni nemmeno per i cinesi. Ma restare in questa categoria e portare a casa il record assoluto rimane un risultato che parla da solo. Il pilota era Ren Zhoucan, primo cinese a stabilire un record ufficiale sul tracciato.

L’auto arriverà sul mercato cinese a breve, con un prezzo stimato tra i 56.000 e i 70.000 euro (al cambio attuale). Nel frattempo Porsche valuta se cancellare i suoi progetti di sportive elettriche, Audi posticipa l’obiettivo full electric e l’industria europea nel suo insieme continua a chiedere più tempo. Xiaomi non sembra avere lo stesso problema.
