L’Euro 7 non ha finito di sorprendere. Dopo aver ridisegnato i limiti sulle emissioni allo scarico, la normativa europea allarga il campo e si occupa di qualcosa che finora nessuno era tenuto a misurare con precisione: le particelle prodotte dall’usura dei freni. La polvere che si deposita sui cerchi, sull’asfalto, nell’aria delle città.
ZF ha deciso di non aspettare che le regole diventino definitive per cominciare ad adeguarsi. Il gruppo ha installato un nuovo banco prova dedicato alle emissioni di particolato da frenata presso il proprio centro di competenza per i componenti d’attrito in Spagna, operativo sotto il marchio TRW. Il dispositivo si chiama dustIN ed è un dinamometro sviluppato internamente, progettato per riprodurre condizioni di utilizzo reale e misurare con precisione le particelle emesse da pastiglie e dischi freni.

Con questa aggiunta, ZF porta a 31 il numero totale di banchi prova dedicati allo sviluppo e alla validazione dei sistemi d’attrito. Una infrastruttura che, secondo il fornitore, permetterà di accorciare i cicli di sviluppo e di portare sul mercato aftermarket prodotti già conformi ai futuri requisiti normativi con largo anticipo rispetto ai concorrenti.
Il punto è che l’Euro 7, su questo fronte specifico, non è ancora completamente definita. Tempistiche, metodi di prova, perimetro esatto dei componenti coinvolti: il dibattito tecnico a livello europeo è ancora aperto. ZF partecipa ai lavori del PMP, il Particulate Matter Programme, e di CLEPA, l’associazione dei fornitori automotive europei, con l’obiettivo dichiarato di contribuire a scrivere le regole.

Per il mercato dei ricambi la questione non è secondaria. Officine e distributori che oggi riforniscono i propri scaffali senza considerare i parametri di emissione da attrito potrebbero trovarsi, in un orizzonte non lontanissimo, a dover gestire una transizione che non hanno previsto. I veicoli nuovi saranno i primi soggetti all’obbligo, ma la pressione si trasferirà inevitabilmente anche sull’aftermarket.
L’impianto spagnolo servirà anche allo sviluppo di nuovi materiali d’attrito pensati per i vincoli imminenti. I freni, neanche a dirlo, saranno dunque uno degli elemtni da tenere particolarmente d’occhio nei prossimi mesi.
