Il camuffamento non inganna nessuno. Le foto spia dell’Audi RS Q5 pronta per il modello 2028 circolano già, e il prototipo non si è presentato con il profilo basso di chi vuole passare inosservato.
Passaruota vistosamente allargati, una carreggiata che promette di mangiarsi la corsia, e dischi freno anteriori di dimensioni che non lasciano spazio a interpretazioni. Dietro i cerchi in lega, grandi, con pneumatici a profilo ultrabasso, c’è tutto quello che serve per capire che questa non sarà la solita versione più muscolosa del SUV familiare.

Nella parte anteriore si riconoscono suggestioni riprese dall’SQ5, ma chi guarda con attenzione nota subito i nuovi elementi di raffreddamento. È lì che si annida il protagonista, un V6 biturbo da 2,9 litri che Audi conosce bene e che, nella nuova configurazione ibrida plug-in, contribuisce a costruire un sistema da quasi 640 CV complessivi. Il motore elettrico fa la sua parte con 177 CV, e l’autonomia in modalità zero emissioni si avvicina ai 90 km. Numeri che, su un SUV sportivo di questa categoria, non sono banali.
Sul posteriore fanno il loro debutto i terminali di scarico ovali, una firma estetica che Audi usa per segnalare che sotto c’è qualcosa di serio. La speranza, legittima, è che l’ingegneria messa in campo per abbattere le emissioni non abbia sacrificato il sound del V6 biturbo sull’altare della compliance ambientale.
Dentro, la RS Q5 2028 si adegua alla direzione intrapresa dal gruppo con il quadro strumenti digitale da 11,9 pollici e il display infotainment da 14,5 pollici. I sedili diventano più avvolgenti e sportivi, e per chi vuole sottolineare l’anima corsaiola del SUV, le finiture in carbonio saranno disponibili su richiesta.

Il telaio riceve anch’esso un aggiornamento, conseguenza inevitabile dell’integrazione del sistema plug-in che modifica distribuzione dei pesi e dinamica complessiva. L’obiettivo è preservare il carattere RS in un’architettura che cambia profondamente rispetto alla generazione precedente.
