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FCA: il negoziato con il Fisco italiano non rallenterà la fusione con PSA

Al centro del contenzioso con le autorità italiane c’è la valutazione di Chrysler al momento della fusione con Fiat

In attesa della conclusione del complicato processo di fusione di PSA, continuano i problemi per FCA. Dopo il primo accordo raggiunto tra i due gruppi lo scorso mese di ottobre, in queste settimane i tecnici sono al lavoro per la stesura del memorandum d’intesa che dovrebbe arrivare entro fine anno, avviando l’iter di fusione che porterà alla creazione di uno dei principali gruppi automotivi internazionali.

Nel frattempo, dopo il caso della denuncia di General Motors, che ha accusato il gruppo italo-americano di aver corrotto i sindacati americani, oggi si è aperta un’altra questione. Come abbiamo questa mattina, l’Agenzia delle Entrate contesta al gruppo FCA di aver notevolmente sottostimato il valore di Chrysler al momento dell’operazione che ha portato alla nascita di Fiat Chrysler Automobiles, società con sede legale in Olanda e sede fiscale in Gran Bretagna

Secondo le stime del Fisco italiano, infatti, nel 2014 il valore dell’acquisizione di Chrysler sarebbe stato sottostimato di 5,1 miliardi di Euro. Tale valore non è stato considerato al momento del calcolo della “exit tax”, la tassa applicata dallo Stato italiano alle aziende che spostano la loro attività al di fuori dei confini nazionali.

All’epoca dei fatti, la “exit tax” presentava un’aliquota del 27,5%. Sottostimando il valore di Chrysler, asset centrale del nuovo gruppo FCA, l’azienda avrebbe evitato il pagamento di circa 1.3 miliardi di Euro relativi all’aliquota della tassa di uscita, una cifra decisamente elevata che oggi torna ad essere sotto esame dell’Agenzia delle Entrate.

PSA è a conoscenza della questione

Stando a quanto riportato da Bloomberg, il gruppo PSA, attualmente in trattativa diretta con FCA per la stesura del memorandum d’intesa ai fini della fusione, sarebbe già a conoscenza di tutti i dettagli relativi al contenzioso tra la stessa FCA  e il fisco italiano. Secondo le indiscrezioni emerse sino ad oggi, PSA non si aspetta rallentamenti per il processo di fusione che porterà alla creazione di uno dei principali gruppi automotive a livello mondiale.

La delicata situazione con il Fisco italiano, per quanto sotto osservazione, non rappresenta un fattore determinate ai fini degli accordi di fusione tra FCA e PSA. Il valore di questa operazione è, infatti, elevatissimo e il possibile danno derivante dalla risoluzione del contenzioso con l’Agenzia delle Entrante non andrà ad influenzare le trattative.

Anche la questione legata alla denuncia di General Motors non preoccuperebbe il gruppo PSA. Nei giorni scorsi, secondo quanto riportano alcune fonti del Wall Street Journal, la questione legata alla denuncia di GM ai danni di FCA è stata accolta con molta sorpresa dal gruppo PSA che non si aspettava una mossa di questo tipo dall’azienda americana. Anche questa situazione è sotto osservazione e non dovrebbe comportare particolari rallentamenti per il processo di fusione.

Ulteriori dettagli sulla questione arriveranno, in ogni caso, nel corso delle prossime settimane. Ricordiamo che sia FCA che PSA hanno già annunciato di voler arrivare ad un’intesa definitiva sulla fusione entro la fine del 2019 in modo da poter portare a termine, nel minor tempo possibile, l’intero processo. Continuate a seguirci per i nuovi aggiornamenti sulla fusione tra FCA e PSA.