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Strade e autostrade: situazione molto critica

Le forti piogge mettono a dura prova le infrastrutture. Polemiche a non finire

Prima del crollo del ponte Morandi di agosto 2018, con 43 morti e 500 sfollati, già si sussurrava che i viadotti italiani fossero a rischio. Vecchi, ammalorati, con scarsa manutenzione. A novembre 2019 la situazione nel Belpaese è ancora più drammatica in materia di strade e autostrade. Dopo il crollo di un pezzo del viadotto Madonna del Monte sull’autostrada A6, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli è arrivata a Savona. Qui un vertice cui hanno partecipato istituzioni e società coinvolte.

Strade e autostrade: piano straordinario

La ministra ha dato disco verde per un piano straordinario di interventi sulla Liguria. Mentre il premier Giuseppe Conte pare sia intenzionato a sbloccare subito gli 11 miliardi di euro per il miglioramento delle strade. Anche perché in Europa stiamo facendo una pessima figura in fatto di sicurezza stradale.

A6: parola al gestore

Ma cosa dice il gestore dell’A6, Autostrada dei Fiori (gruppo Gavio)? Rende noto che c’è stato un evento franoso di eccezionali dimensioni, originato dalle incessanti ed eccezionali piogge. Colpita l’area del Savonese negli ultimi giorni. Si è così staccato un pezzo dalla sommità del versante della montagna sovrastante l’autostrada Torino-Savona e non di pertinenza della società concessionaria: la frana ha investito una pila del viadotto Madonna del Monte causando il crollo di circa 20 metri di impalcato in direzione Torino.

A26: cosa succede

Anche una parte dell’A26 chiusa. Lo ha deciso la Procura di Genova, parlando di tratto pericoloso. Il neoamministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi è stato ricevuto dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Nel corso dell’incontro, il vertice di Autostrade per l’Italia ha illustrato al ministro le modalità tecniche individuate per riaprire al traffico l’autostrada A26. È stata attivata una deviazione di carreggiata che consente lo scorrimento dei veicoli in entrambe le direzioni di marcia, senza percorrere i viadotti Fado Nord e Pecetti Sud: qui sono in corso verifiche tecniche sulla base di un rigoroso principio di cautela.

Primo punto: pedaggi, questione infernale

Strade e autostrade: la prima considerazione è che sul sistema dei pedaggi bisognerà pur mettere mano. Non è possibile che l’utente paghi e le condizioni delle autostrade siano queste. Pur ammettendo le eccezionali piogge e le condizioni morfologiche dell’Italia, molto particolari.

Secondo punto: allarmi inascoltati

L’Upi (Unione province italiane) sostiene che, nell’agosto del 2018, all’indomani della tragedia del ponte Morandi, ci fu un monitoraggio sugli oltre 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione. Il report di Upi parlava della necessità di intervenire su 5.931 strutture e di procedere con indagini tecnico diagnostiche urgenti su 14.089 opere. Ma non è stato fatto niente, dice l’Upi. È un circolo vizioso. Niente soldi alle Province, niente manutenzione. Niente manutenzione, strade sempre più pericolose. Non si finisce più. Le strade e autostrade in Italia dovrebbero invece essere all’altezza del Paese più meraviglioso del mondo.