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Nuova legge bollo auto: caccia grossa a chi non paga

Tra gli emendamenti al decreto fiscale collegato alla manovra, giro di vite contro chi non paga la tassa di proprietà dell’auto

Per il bollo auto è rivoluzione. Governo scatenato pur di dare ossigeno alle Regioni, devastate dai costi della politica. Fra le soluzioni, premere sugli automobilisti in difficoltà che non hanno pagato la tassa di proprietà sulla vettura, un’imposta regionale. Chiaramente, poi, ci sono anche gli evasori fiscali di professione, cui dare la caccia giustamente.

Bollo auto e decreto fiscale

Fra gli emendamenti che potrebbero essere depositati in Commissione Finanze alla Camera c’è un giro di vite sul mancato pagamento delle tasse automobilistiche del passato. Qual è l’obiettivo? Creare una banca dati per i bolli auto non versati. Un gigantesco database dove pescare chi non salda il debito con la Regione, e poi raggiungerlo e costringerlo a pagare. Come? Ingiunzione, minaccia di blocco del conto corrente, fermo amministrativo della vettura.

In parallelo col blocco del conto corrente

Tutto questo va in parallelo con un’altra possibile legge che bolle in pentola: il Governo giallorosso pensa a velocizzare le operazioni per arrivare al cuore del contribuente. Basta attese, cartelle esattoriali, ricerche costose, tempo. Subito il blocco del conto corrente per chi non ha pagato una tassa locale. Proprio come il bollo auto.

Bollo auto noleggio a lungo termine: tassa traumatica

Terzo schiaffo in faccia agli automobilisti: riguarda il bollo auto per le vetture a noleggio a lungo termine. Prese da privati, professionisti, aziende. Come quello Alfa Romeo. Oggi, la società di noleggio paga il bollo: è dentro il canone di noleggio, spalmato comodamente negli anni. Domani, col Governo giallorosso attivissimo sul tema tasse dei piccoli, il bollo lo pagherà l’utilizzatore finale, il cliente. Subito.

Bollo auto: emendamento da brivido

Un emendamento al decreto fiscale in discussione in commissione Finanza alla Camera, a firma Fabio Melilli, del Partito democratico (forza di Governo), dice che il cliente paga immediatamente il bollo alla Regione. Soldi freschi per le Regioni assatanate di denaro. Se la Regione oggi incassa per il bollo della vettura immatricolata in quella Regione, domani a incamerare i quattrini sarebbe la Regione di residenza del guidatore.

Bollo auto: una relazione… bizzarra

Sentiamo la relazione che va a braccetto con l’emendamento: le Regioni e Province autonome (dove risulta essere residente al Pra il veicolo di proprietà delle società di noleggio) hanno il privilegio di incassare le somme pagate a titolo di tassa automobilistica. Le Regioni dove circola il veicolo, non solo non incassano il bollo auto ma prendono su di sé tutti gli altri aspetti negativi della situazione, come inquinamento, traffico consumo delle strade numero degli incidenti. Questo l’emendamento. Già, peccato che sia da sempre così. Si immatricola l’auto in Trentino, si circola nel Lazio. Poi si viaggia ovunque. Lascia perplessi l’emendamento, che non avrebbe impatti positivi, ma porterebbe solo guai agli automobilisti. Lascia basiti la relazione. Un Governo per ora non all’altezza in fatto di auto, sicurezza stradale, fiscalità legata al parco circolante.

Soluzione Unrae: accise sì, bollo auto no

La soluzione l’ha fornita l’Unrae (Case estere) tantissimi anni fa: più accise, niente bollo. Così, paga di più chi usa maggiormente la vettura. Nel 2008 l’Unrae parlo per prima di pay per use: pagare in funzione di quanto guidi quella macchina: sia la tassazione sia l’assicurazione auto, diceva l’Unione, devono uscire dal concetto della tassa di proprietà. Sarebbe opportuno l’addio alla tassa fissa. Indipendente dall’uso che si fa della vettura.

Frustata a parte

Ma per gli automobilisti italiani, il Governo M5S-Pd ha in serbo un’altra frustata sul collo, di quelle violente. Nel decreto fiscale, in discussione, spunta la legnata sul bollo delle vetture a noleggio a lungo termine. Un emendamento firmato da Fabio Melilli, deputato del Partito democratico (Esecutivo), prevede l’annotazione (al Pubblico registro automobilistico gestito dall’Automobile club d’Italia) di tutti i contratti di noleggio a lungo termine di durata superiore a 12 mesi. Una trentina di euro per le compagnie di noleggio. Quindi, 30 milioni di euro. Chi paga? Possibile che alla fine tutto si riversi sul cliente finale: l’utilizzatore.