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Ferrari Brand Diversification: chi è Rocco Iannone

Oltre al nuovo direttore creativo, Camilleri ha annunciato un accordo con la maison Giorgio Armani

Rocco Iannone Ferrari

Ferrari nomina Rocco Iannone come direttore creativo di Ferrari Brand Diversification. A partire da questo novembre, il designer assume la responsabilità di sviluppare l’immagine di ciascuna collezione di outfit e di accessori prodotti direttamente e in licenza. Lo stylist accetta l’incarico da Pal Zileri, che guidava da luglio 2017, in sostituzione a Mauro Ravizza Krieger. Per il marchio Made in Italy dedicato al menswear, costituito da Gianfranco Barizza e Aronne Miola nel 1980, aveva debuttato con la collezione A/I 2018-19, presentata nel gennaio 2018 a Milano.

“L’azienda – si legge in una nota – desidera esprimere un sincero ringraziamento a Rocco per il valore apportato sin dal suo arrivo nel luglio 2017. La sua direzione creativa ha permesso di recuperare e valorizzare l’heritage dell’azienda. A Rocco Iannone, che lascia l’azienda per seguire nuove sfide professionali, vanno i migliori auguri per un proficuo futuro”. Rocco Iannone, 35 anni, diplomato all’Istituto Marangoni di Milano, ha in precedenza lavorato per Giorgio Armani e Dolce&Gabbana. Nel nuovo ruolo, il designer farà riferimento a Nicola Boari, chief brand diversification officer di Ferrari.

Ferrari Brand Diversification: la nota ufficiale

Ferrari Brand Diversification è la divisione del Cavallino Rampante specializzata nello sviluppo non automotive, tra cui in linee di abbigliamento maschili e femminili e in accessori. Questo inizio settimana, nel corso della presentazione del rendiconto trimestrale, il gruppo di Maranello ha peraltro annunciato di aver sottoscritto una collaborazione “di lungo termine” con Giorgio Armani per curare la propria linea di abbigliamento. Nella fattispecie, la maison diretta dall’omonimo creativo li produrrà ma non li disegnerà.

Il rinnovamento strategico era già apparso evidente ad aprile, nel momento in cui per dirigere la comunicazione la scelta era ricaduta su Jane Reeve, ex ad della Camera Nazionale della Moda Italiana. L’ingaggio di Rocco Iannone – operativo dal 4 novembre – conferma il desiderio di lasciare un’impronta in termini di stile.

La nota diramata è asciutta, lapidaria, indica ma non scende nei dettagli. Come solitamente avviene nelle scommesse imprenditoriali basate su idee brillanti da trasformare in un successo.

“Ferrari N.V. (“Ferrari”) (NYSE/MTA: RACE) è lieta di comunicare la nomina di Rocco Iannone alla direzione creativa di Ferrari Brand Diversification. A partire dal 4 novembre 2019 Iannone assume la responsabilità di sviluppare la creatività, il design e l’immagine di tutte le collezioni di abbigliamento e di accessori a marchio Ferrari, prodotti direttamente e in licenza.

35 anni, Fashion Degree all’Istituto Marangoni di Milano, negli ultimi due anni Rocco Iannone è stato Direttore Creativo di Pal Zileri. In precedenza è stato Head Men’s Designer per Giorgio Armani e Designer per Dolce & Gabbana. Nel suo ruolo di Brand Diversification Creative Director, Rocco Iannone riporta a Nicola Boari, Chief Brand Diversification Officer di Ferrari.

Ferrari Brand Diversification è la divisione di Ferrari che si occupa dello sviluppo dei prodotti non automotive a marchio Ferrari, tra cui le linee di abbigliamento maschili e femminili e degli accessori”.

Declinazioni nel fashion system

Probabilmente il comunicato desterà stupore in chi prova un debole per tutto ciò che è Ferrari: perché uno stilista precedentemente impegnato sulle collezioni di lusso sale a capo di un dipartimento che finora si è sostanzialmente occupato di una tipologia di outfit facilmente confondibile con il merchandising del cavallino rampante? Certezze non ve ne sono, ma secondo quanto asseriscono gli operatori del settore è abbastana plausibile prevedere uno sviluppo ruotante attorno alla Casa emiliana ma con dei risvolti pure nel fashion system. Su che aspettarsi di preciso non è detto saperlo, in quanto mancano dichiarazioni aggiuntive. E anziché scoraggiare, il silenzio crea ulteriore curiosità.

D’altra parte, chiunque abbia mai visitato almeno una volta uno store Ferrari capirà che, qualora i responsabili avessero preferito dare continuità all’attuale corso non avrebbero ingaggiato un designer che in tempi recenti ha riposto ingegno sulla ridefinizione del menswear in chiave di qualità ma principalmente di cambiamento filosofico della mascolinità e del suo modo di vestire. “Voglio rendere il suit un abito gentile”, affermò alla sua investitura da Pal Zileri. E così ha fatto nel biennio, portando la ricercatezza di tagli, stampe, colori, abbinamento in una linea. Spregiudicatezza e fisicità alle quali l’esercizio del Capriccio dona leggerezza e consapevolezza, nonché eleganza. “Questo è un percorso ad anse nel quale si delinea un punto di vista opinabile perché il sottinteso è sempre il “secondo me” di un autore”, sosteneva Iannone.

Insomma, perché assume come Brand Diversification Creative Director, carica appositamente concepita per definire la “creatività, il design e l’immagine” di abiti, accessori e qualsiasi altra cosa con Ferrari che non concerne l’automotive, un designer così dedito a rivisitare la moda contemporanea? Sarà stuzzicante perciò la rivelazione del progetto: per adesso, non è stato ancora fatto. E sarà divertente se un’anticipazione verrà colta osservando i circuiti del Grand Prix di Formula 1. Così come capire quale posizione occuperà la moda dinnanzi a un prospetto riguardante l’oggetto ambito per antonomasia, l’auto Ferrari rossa con il Cavallino rampante giallo.

Giorgio Armani: la maison produrrà, non disegnerà

Giorgio Armani sottoscrive un’intesa con Ferrari. L’emblema di raffinatezza ed eleganza mira a diversificare il relativo business, ma sempre “con un forte focus sul made in Italy. A prometterlo l’amministratore delegato Louis Camilleri nel corso della conferenza indetta sui recenti risultati economici. Nel corso del tradizionale evento, i piani alti hanno proclamato una sinergia con il gruppo Giorgio Armani per la realizzazione della sua linea di abbigliamento. Inoltre, Camilleri ha anche spiegato che insieme a Massimo Bottura, chef guida dell’Osteria Francescana (ristorante da tre stelle Michelin) aprirà un ristorante. Il proposio della differenziazione è di “catturare più valore” dal lato del dettaglio, che incida al “10% di tutta la profittabilità di Ferrari entro i prossimi 7-10 anni”.

In aggiunta ai nuovi accordi, ha puntualizzato ancora Camilleri, ci sarà la riduzione di circa il 50% delle licenze attuali. La differenziazione – ha illustrato – si fonderà su creazioni inedite “con il Dna Ferrari” per gli amanti del brand, su creazioni esclusive per i proprietari di esemplari del Cavallino e su progetti di coinvolgimento e divertimento per i fan. Su quest’ultimo versante Ferrari punta a espandere musei e parchi a tema su licenza, viceversa le produzioni contrassegnate col Cavallino saranno meno ma più pregiate ed esclusive. L’interesse scaturito è naturalmente notevole: a settembre l’Universo Ferrari ha attirato 14mila clienti e potenziali clienti selezionati, media, fan e dipendenti.

Il gruppo Armani immetterà una selezione di capi e accessori griffati Ferrari. In una sinergia tra icone del made in Italy che ambiscono all’eccellenza. L’alleanza lega tra loro due dei simboli più celebri dell’Italia a livello mondiale. “Quello con Armani è un accordo a lungo termine con il quale vogliamo alzare gli standard di tutti nostri prodotti e concentrarci sul made in Italy”, ha raccontato l’amministratore delegato del cavallino rampante, Luis Camilleri. A propria volta, l’asse rientra in uno dei tre pilastri su cui poggia l’azienda, più precisamente quello dei prodotti di abbigliamento e accessori con il Dna Ferrari. Che, “in coppia” all’intrattenimento (quindi, per esempio, i parchi tematici), rappresenta l’universo del Cavallino Rampante in tutto il mondo.

Ferrari: il valore di mercato, la brand estensione e la costruzione di auto

“Oggi il valore di mercato dei prodotti a marchio Ferrari si stima intorno agli 800 milioni di euro, ha detto Camilleri che ha annunciato un dimezzamento degli attuali accordi di licenza e un taglio del 30% delle categorie di prodotto. Dalla ramificazione che comprende la brand extension sviluppata con Armani il CEO dell’azienda stima “il 10% della redditività totale in 7-10 anni”. Non consiste in un co-branding, bensì di una cooperazione per la produzione: disegnerà la collezione un team interno a Ferrari che, come spiegato da Camilleri, aprirà un negozio a Milano per supervisionare l’attività da vicino e, in generale, tutte le attività brand. E sono previste nuove assunzioni. Anche la distribuzione (i Ferrari store e la piattaforma e-commerce) sarà oggetto di un’evoluzione, conforme all’obiettivo di innalzare gli standard.

Durante la conference call, Louis Camilleri ha fatto il punto della situazione e spiegato quali sviluppi bisogna aspettarsi prossimamente nel core business: la costruzione di automobili. “È stato un altro trimestre forte, gli ordini restano alti – ha evidenziato l’ad -. Il rialzo delle guidance dimostra il buon momento del nostro core business. Siamo molto eccitati per questo nuovo modello. La Ferrari ha dovuto fronteggiare venti contrari. Il trimestre è stato caratterizzato da continui investimenti per migliorare la nostra capacità di innovare e quindi sostenere il nostro vantaggio competitivo e il potere dei prezzi per i prossimi anni. Oltre ai numeri, il terzo trimestre è stato entusiasmante su molti fronti. Era la prima volta che mettevamo in mostra tutto ciò che la Ferrari rappresenta e lo definirei un evento assolutamente eccezionale sotto tutti gli aspetti”.

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