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Rc auto temporanee false: ondata di truffe pericolose

Tsunami di Rc auto fasulle che fanno presa specialmente nel Sud Italia

Il business del crimine assicurativo non conosce pause. Vanno di moda, sempre più, le Rc auto temporanee false, con un’ondata di truffe pericolose. La segnalazione arriva dall’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle imprese assicuratrici), che ha lanciato continui allarmi a ottobre, evidenziando le frodi nel settore Rc auto. Si tratta di broker online fasulli, che piazzano nel proprio sito il logo vero di una compagnia assicuratrice, anche questa vittima della frode. Questi intermediari farlocchi vendono Rc auto inesistenti e temporanee: durano una decina di giorni e costano sui 50 euro.

Al Sud, le Rc auto temporanee false fanno boom

È il Sud dell’Italia la patria di questi broker. Per una ragione semplice: nel Meridione, le polizze Rc auto hanno prezzi astronomici. A causa di un numero elevatissimo di incidenti e frodi, ossia di falsi sinistri con risarcimenti gonfiati ad arte per le riparazioni delle vetture e soprattutto per le lesioni fisiche come il colpo di frusta. Anche per gli automobilisti virtuosi che non causano mai incidenti e sono in prima classe di merito da anni: la categoria migliore. I guidatori vanno a caccia di Rc auto super scontate. Da una parte, specie a Napoli, Caserta, Bari, Foggia, ci sono cittadini che scelgono la Rc auto con scatola nera: l’assicurazione previene le frodi, registrando la dinamica degli incidenti. In cambio, l’assicurato ottiene sconti variabili, in funzione del cliente, dei rischi, delle politiche di ogni singola impresa. Dall’altra, invece, ci sono automobilisti che abboccano in perfetta buona fede alle truffe dei broker: questi vendono Rc auto temporanee false.

Che cosa ha in mano la vittima

Chi compra per 50 euro e 10 giorni le Rc auto temporanee false non ha in mano niente. Guida senza copertura. Anzitutto, chi viaggia senza la Rc auto obbligatoria si becca una multa di 849 euro, più il sequestro immediato dell’automobile. Dopodiché, se paga la polizza entro 15 giorni dal verbale, la sanzione scende a 212,25 euro, mentre la vettura è “libera”. Il vero dramma è che, se il guidatore causa un incidente, tutti i danni li deve coprire lui, visto che la Rc auto non c’è. In caso di sinistro con lesioni fisiche gravi o morti, il conto lievita a milioni di euro molto velocemente. Pertanto, per pagare 50 euro la Rc auto temporanea, e risparmiare sulle Rc auto annuali normali, ci si rovina economicamente qualora si provochi un sinistro.

Nomi accattivanti

Solo per fare un esempio recentissimo, la distribuzione di polizze assicurative tramite il sito www.polizzafacile.net è irregolare. I truffatori giocano sull’assonanza con un portale noto di comparazione tariffaria, anche questo vittima della frode. Le polizze ricevute dai clienti sono false e i relativi veicoli non sono assicurati. I fatti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria dall’Ivass. Nel sito www.polizzafacile.net sono indicati i dati identificativi di un intermediario regolarmente iscritto al Registro unico degli Intermediari, tenuto dall’Ivass, ma del tutto estraneo alle attività svolte tramite il sito in questione. Stesso discorso, solo per citare qualche nome, per il sito assicurafacile.net, assitempo.it, contibroker.it, assicurazionibrevi.it, studiobovio.com, assipuntodrive.com, galloassicurazioni.com. E tanti altri ancora. Con nomi che ricordano quelli di compagnie o intermediari esistenti. Addirittura spesso con il logo dell’Ania in bella evidenza: l’Associazione nazionale imprese assicuratrici. Ovviamente estranea ai fatti.

Come prevenire la fregatura

L’Ivass raccomanda di adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative via internet o telefono (perfino via WhatsApp), specie quelle temporanee. Meglio controllare, prima del pagamento del premio, che i preventivi e i contratti siano riferibili a imprese e intermediari regolarmente autorizzati: basta dare un’occhiata sul sito dell’Ivass. Attenzione: i pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate sono irregolari; idem i pagamenti effettuati a favore di persone o società, non iscritte negli elenchi sopra indicati. I siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari italiani che svolgono attività on-line devono sempre indicare i dati identificativi dell’intermediario.

Una guerra senza fine

Il problema è che le autorità, dopo aver oscurato i siti truffa, devono combatterli spesso di nuovo: quei portali usano altri server, o cambiano solo una lettera o un numero dell’indirizzo web. Segno evidente che il crimine delle Rc auto temporanee fasulle fa affari d’oro e non intende cancellare questo business per nessuna ragione. Una delle soluzioni? Riformare la Rc auto, abbassando i prezzi veri, così da limitare le frodi.