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Riforma Rc auto: lasci l’assicurazione quando vuoi

Disegno legge di Assoutenti per migliorare il Codice delle assicurazioni

Assicurazione Riforma incidente tra auto

Il Codice delle assicurazioni è antiquato, non tiene il ritmo delle novità che si susseguono in campo automobilistico e tecnologico. Per questo è molto efficace il disegno legge proposto da Assoutenti, con una riforma Rc auto: lasci l’assicurazione quando vuoi, come nella telefonia. La portabilità dell’assicurazione, finalizzata ad abbassare i premi e migliorare la concorrenza sul mercato.

Riforma Rc auto: addio alla compagnia appena lo desideri

Oggi, le compagnie telefoniche si fanno la guerra dei prezzi a suon di promozioni: il cliente, appena si stufa, cambia società e passa a un piano tariffario migliore. Giusta quindi la riforma Rc auto: lasci l’assicurazione quando vuoi, come nella telefonia, così da indurre le imprese assicuratrici a una vera concorrenza, a beneficio dell’automobilista. L’utente può giudicare la compagnia non solo dal prezzo, ma anche dalla velocità e dall’equità del risarcimento dopo un incidente: se, dopo aver subìto un sinistro, l’automobilista non riceve un indennizzo soddisfacente, o in ritardo rispetto ai termini di legge (e al buon senso), allora dice addio alla compagnia. E passa a un’impresa che rimborsa in modo equo e veloce: è un meccanismo virtuoso, per rendere efficiente la compagnia.

Riforma Rc auto

 

Riforma Rc auto: portabilità del certificato assicurativo

La premessa sono gli utili abnormi nella Rc auto italiana: 10 miliardi di euro su 100 di raccolta premi negli ultimi sette anni. I premi possono essere ridotti attraverso la portabilità del certificato assicurativo. La misura, già adottata in Francia, consentirebbe una maggiore mobilità in un mercato dove la pluralità dell’offerta è scarsa: ben l’85% del mercato Rc auto è in mano a dieci gruppi colossali. Oggi, invece, si resta imprigionati nella vecchia assicurazione sino alla scadenza dell’annualità: si attendono anche mesi prima di poter abbandonare la compagnia. È come un matrimonio forzato, una convivenza che fa male alla coppia.

Meno tasse

Nella riforma Rc auto, non c’è solo la possibilità di lasciare l’assicurazione quando vuoi, come nella telefonia: Assoutenti propone una misura fiscale sulle polizze. Abbassare la pressione fiscale sulle polizze Rc auto di una decina di punti percentuali (raggiungendo quindi la media europea) a chi acquista auto a basso impatto ambientale e dotate di sistemi di sicurezza attivi e passivi avanzati. Oggi siamo al 23%: l’idea è di scendere al 13% circa. Si tratterebbe di una misura virtuosa, per incentivare il rinnovamento del parco circolante italiano, il più datato d’Europa: servono veicoli meno inquinanti e più sicuri. Significherebbe inoltre abbassare i costi sociali derivanti da incidenti e di conseguenza i risarcimenti: le auto più moderne sono molto più sicure. Assoutenti dice no invece alla proposta dell’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni): un aumento delle accise sui carburanti per abbassare le tasse sulle imprese.

Risarcimento totale con la riforma Rc auto

Assoutenti mira a un risarcimento totale del danno: se si va dal carrozziere indipendente, si deve avere sempre diritto al rimborso completo, senza franchigie in euro né scoperti in percentuale. Come accade quando si va dal carrozziere convenzionato con la compagnia. Insomma, serve un argine alla canalizzazione forzata, con l’automobilista spinto dalle assicurazioni fra le braccia del carrozziere convenzionato. “Molte compagnie, al contrario, continuano ad introdurre clausole limitative del risarcimento integrale – attacca Assoutenti –. Data la sostanziale inerzia dell’Ivass in merito, il legislatore dovrebbe intervenire per evitare che la vittima di un incidente subisca indebite decurtazioni del danno”.

Rc auto standard

Serve risvegliare con una legge la Rc auto standard: la norma sul contratto base, che consentirebbe ai consumatori di comparare le offerte per la sola Rc auto, giace da oltre sette anni al ministero dello Sviluppo economico. Sarebbe uno strumento utile: Rc auto identiche per un confronto tariffario. Oggi, invece, si devono confrontare mele con pere: impossibile. Perché cambiano parametri come massimali, tipo di guida (libera o esperta) e altro. Le compagnie, sostiene Assoutenti, devono essere obbligate a fornire indicazioni comparabili relative al solo al premio puro della Rc auto.

Risarcimento diretto: da rottamare

Il risarcimento diretto si è rivelato un flop. Introdotto nel 2007, doveva abbassare sensibilmente i prezzi Rca, spingendo l’assicurato a farsi risarcire sempre dalla propria compagnia. Invece, ora c’è una ridotta capacità antifrode generata dalla difficoltà di operare riscontri sul mezzo del responsabile civile. Assoutenti mira a semplificare il sistema: il cliente chieda il risarcimento alla compagnia responsabile dell’incidente, e si faccia pagare da quella assicurazione l’avvocato per difendersi. Serve un sistema di responsabilità civile pura, dove “chi rompe paga”: il responsabile può accertare e valutare con scrupolo il danno.

Riparare bene per la sicurezza stradale

Fondamentale seguire la norma della Legge sulla Concorrenza: prevedeva la costituzione di un tavolo tra Ania (Associazione delle assicurazioni), riparatori e consumatori per definire linee guida sulle riparazioni a regola d’arte. Ma è stato un buco nell’acqua. Serve un intervento legislativo in cui si ipotizzi che le auto devono essere riparate tramite l’utilizzo di ricambi originali: obiettivo, garantire la massima sicurezza stradale. Se l’auto è riparata male, diventa una mina vagante, pronta a fare danni agli altri e al guidatore. Se riparata bene (a regola d’arte), invece, l’automobilista guida un mezzo sicuro.

Attacco all’Ivass

Assoutenti punta infine a rivedere l’Ivass: “Non ha mostrato alcun segnale di rinnovamento nel vigilare in maniera efficace ed efficiente su un mercato di oltre 132 miliardi di euro”. Occorre, dice, ripristinare il controllo del Parlamento, con rigorose procedure di selezione, nella nomina dei quadri apicali. Traendo spunto dalle esperienze internazionali, i consumatori devono avere inoltre il diritto di accedere agli atti della vigilanza. 

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