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Fusione FCA-PSA: i sindacati italiani e francesi sono preoccupati per il futuro

Ecco le prime reazioni dal mondo sindacale dopo l’accordo di oggi

Il processo di fusione tra FCA e PSA è iniziato e porterà alla nascita di un maxi-gruppo destinato a diventare il quarto costruttore mondiale di auto, con notevoli margini di crescita nel corso dei prossimi anni. L’accordo tra FCA e PSA, come sottolineato anche nel comunicato ufficiale, prevede la possibilità di sfruttare 3.7 miliardi di Euro di sinergie annuali nel breve termine senza la chiusura degli stabilimenti di produzione dei due gruppi.

Sull’argomento relativo a possibili rischi per i livelli occupazionali si sono espressi, in queste ore, i sindacati italiani e francesi. Sia nel nostro Paese che in Francia c’è molta preoccupazione per i possibili tagli che potrebbero comportare una drastica riduzione dei posti di lavoro nel corso dei prossimi anni, una volta che il processo di fusione tra le due aziende sarà completo.

Fusione FCA-PSA: il parere dei sindacati

Francesca Re David, segretario generale della Fiom Cgil, ha commentato così la notizia dell’accordo tra FCA e PSA: “c’è una fortissima preoccupazione per gli stabilimenti. In Italia c’è una capacità produttiva installata di 1,5 milioni di auto, ma ne vengono prodotte meno della metà. I nostri stabilimenti sono pieni di cassintegrati, la fusione è molto rischiosa”. 

Nello stesso momento, il sindacato francese Cgt ha evidenziato i rischi per i lavoratori ”è il gioco classico del Monopoly capitalista mondiale. Con questa fusione, sperano di aumentare la redditività delle loro aziende e tutelare i loro futuri benefici. Intendono riuscirci aggravando gli attacchi contro gli interessi dei lavoratori dei due gruppi sul terreno dell’occupazione, del potere d’acquisto e dei diritti collettivi”.

E’ ancora presto per poter anticipare quelli che saranno i reali piani di sviluppo futuro del gruppo che nascerà dalla fusione tra FCA e PSA. Come abbiamo visto, FCA ha già chiarito che ci sarà una riduzione degli investimenti per Alfa Romeo, con un’ottimizzazione della gamma e, sostanzialmente, un’offerta costituita da tre SUV e la Giulia, mentre per Maserati è stato confermato il piano industriale con 10 novità in arrivo entro il 2023. 

Sia per Alfa Romeo che per Maserati, i marchi da cui molto probabilmente dipenderanno molti impianti di produzione FCA in Italia, il futuro dopo il 2022 è tutto da scoprire. Maggiori dettagli sui progetti futuri per i due brand arriveranno nei prossimi anni. Gli investimenti, di certo, dipenderanno dal successo che i prossimi progetti in arrivo sul mercato otterranno.

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