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Max Verstappen: “Farei qualsiasi cosa per andare in Ferrari”

Tom Coronel, pilota WTCR, dichiara che nei panni dell’olandese cercherebbe il trasferimento in Ferrari ad ogni costo

Max Verstappen

“Al suo posto farei qualsiasi cosa per andare in Ferrari”. In un’intervista al De Telegraf il rallista Tom Coronel, estroverso pilota del WTCR, crede che Max Verstappen debba guardarsi intorno in cerca di una nuova sistemazione nel 2020, quando gli scadrà il contratto con Red Bull.

Non è infatti scontato il rinnovo, soprattutto per i mancati sviluppi della attuale monoposto dopo le due vittorie in Austria e Germania. Mercedes e Ferrari sono al momento molto più veloci spiega Tom Coronel -. Max vuole vincere il campionato. Ha già deciso di rimanere per ora alla Red Bull, ma c’è una possibile via d’uscita. Chiaramente la squadra non vuole perderlo, ma se un pilota vuole andarsene, non puoi trattenerlo a lungo. Per ora deve aspettare, ma al suo posto farei qualsiasi cosa per andare in Ferrari.

Max Verstappen: la preoccupazione di papà Jos

Le parole seguono quelle proferite in settimana dal padre, Jos Verstappen, sul deludente periodo e sui (non) progressi della RB15 e della power unit Honda. Dopo una prima parte di mondiale chiusa dando filo da torcere a Hamilton in Ungheria, il salto di qualità non è arrivato. Secondo i piani iniziali, grazie alla Spec 4 ne avrebbe guadagnato in competitività e invece, oggi, non regge il passo con Ferrari e Mercedes. Dal Giappone ad Abu Dhabi potrebbe ancora arrivare qualche acuto, ma è in ottica 2020 che Jos Verstappen mostra preoccupazione a Ziggo Sport:

E’ molto frustrante, nelle ultime gare prima della pausa estiva è andata molto bene, dopo la sosta non abbiamo fatto progressi, diversamente dagli altri”. Pur baciato da madre natura, ovviamente il figlio richiede le condizioni ideali per far vedere di che pasta è fatto. “Max non può cambiare questa situazione, dipendiamo dalla squadra. La macchina è un po’ indietro, lo è il motore, si deve lavorare su quest’abbinata se vogliamo essere in lotta per il titolo il prossimo anno”, racconta Jas.

Nell’ultima prova prima dello stop, all’Hungaroring, Crazy Max se la giocava con Lewis Hamilton e tutto lasciava presagire che potesse ambire quantomeno alla seconda posizione in classifica generale. “Le aspettative erano di chiudere il distacco dagli avversari quest’anno, ma al momento non è così. Dovremo lavorare parecchio, viceversa il prossimo anno sarà ancora un anno perso.

I tecnici si stanno adoperando per riportare agli “antichi” splendori (ai quattro titoli consecutivi di Sebastian Vettel) la Red Bull Racing. Tutti stanno lavorando a una nuova macchina per il 2020, noi avevamo un anno per colmare il gap con questa macchina e non ci siamo avvicinati”. In situazioni così, è facile lasciarsi prendere dallo sconforto e Jos Verstappen lancia un mezzo ultimatum: o nel 2020 ci sarà una crescita o… Sono preoccupato, il team deve cambiare davvero qualcosa per poter essere in lotta per il campionato. Quando guardo alle ultime gare, ci manca mezzo secondo e ovviamente pur facendo tutto il possibile non puoi chiudere un gap di 5 decimi in due settimane.

Infine, Verstappen Sr. conferma il rammarico provato: non misurarsi alla pari con i top team brucia. E brucia parecchio. “Se sono abbattuto? Sì. E si vede anche la frustrazione di Max quando scende dalla macchina, nelle ultime due gare, e fa le interviste. Fa tutto il possibile ma non sta a Max: mettetelo su una buona macchina e lotterà per il mondiale. Siamo in Red Bull da un paio di anni e non sembra saremo in grado di lottare per il mondiale il prossimo anno”.

Cambio di passo non avvenuto

Eppure, Max Verstappen è in parte soddisfatto dei risultati raggiunti in questo campionato, il primo disputato con la compartecipazione della scuderia di Milton Keynes e la Honda. “Penso che la prima parte della stagione sia andata meglio del previsto con le due vittorie di Spielberg e Hockenheim”, ha dichiarato a Exact Life –. Ovviamente ci aspettavamo anche di compiere uno step in più dopo la pausa estiva, ma questo purtroppo non è avvenuto. Le ultime due gare non sono state grandiose, ma ciò non toglie un inizio di campionato positivo. Sono contento principalmente perché, in generale, abbiamo massimizzato i nostri punti rispetto allo scorso anno. Nel 2018 abbiamo lasciato molti punti per strada nelle prime sei gare, cosa che non è avvenuta nel 2019.

La partnership con Honda? Ad essere sincero, mi aspettavo di incorrere in alcuni ritiri per problemi tecnici. Non intendo in senso negativo, ma durante il primo anno di lavoro insieme le cose possono sempre andare male. Fortunatamente è stato buono sul fronte dell’affidabilità. La Honda ha fatto un ottimo lavoro con questo, ma l’obiettivo è quello di migliorare ancora soprattutto sul fronte delle prestazioni”. Sulle penalità in griglia per le sostituzioni della power unit, Verstappen appoggia l’attuale corso: Preferirei continuare in questo modo piuttosto che avere delle penalità di tempo. In questo modo sconti subito la tua sanzione e puoi giocarti liberamente la tua gara”.

Sul suo sito Max racconta il disappunto del gap sofferto con Ferrari e Mercedes, apparse lontane negli ultimi quattro Gran Premi da fine agosto in poi. “Nella seconda metà della stagione ci si sarebbe aspettato che saremmo andati meglio, ma finora ciò non è realmente accaduto”. Il GP del Giappone a Suzuka dovrà esprimere il meglio del pacchetto RB15-Honda, il motorista gioca in casa e il desiderio di aumentare la potenza della power unit Spec 4 ha portato a sacrificare la gara in Russia. Ad alimentare la vettura una benzina evoluta, un aggiornamento che spinge Verstappen a credere possa valere fino a un paio di decimi.

Max Verstappen: “Le Ferrari andranno forte a Suzuka”

Confida anche in una tracciatura che, in teoria, aiuterebbe Red Bull nel primo settore, diversamente dalla seconda metà del tracciato, dal tornante alla variante Triangle, esigente sulla performance del motore. Le rivali in pista sono sempre quelle, a partire dalla Ferrari, grande protagonista anche in Russia. Superato Leclerc alla partenza, Vettel controllava agevolmente le operazioni finché un imprevisto lo ha costretto, suo malgrado, al ritiro. Fatto sta che i successi di Monza, Spa e Singapore non possono essere accantonati.

La Ferrari sarà molto forte avendo così tanta potenza e saranno veloci sui rettilinei pronostica Max Verstappen -, però, la nostra macchina sarà veloce nelle curve, speriamo di poter recuperare del tempo”. Punta in alto, così come punta in alto la Honda: vincere tra il tripudio dei sostenitori locali costituirebbe una soddisfazione doppia: “Il GP del Giappone sarà ancor più speciale per noi, quest’anno, essendo la gara di casa di Honda. Abbiamo già ottenuto grandi risultati quest’anno, non sarà semplice a Suzuka però daremo il massimo per ottenere la miglior prestazione per i tifosi giapponesi. Le condizioni meteo andranno monitorate con estrema attenzione, poiché, forse, si abbatterà il tifone Hagibis, per un fine settimana sotto raffiche di vento e la pioggia fra sabato e domenica. Pioggia da cui la Red Bull ne trarrebbe beneficio, mentre il vento potrebbe mettere a repentaglio il normale proseguimento della gara.

Tuffo nei ricordi

Max Verstappen si concede un tuffo nei ricordi. “Non vedo l’ora di tornare a Suzuka, è un posto speciale per me, ho debuttato in Formula 1 in un turno di prove libere da appena diciassettenne ed è un ricordo che non dimenticherò mai”. Il tracciato asiatico è spesso stato generoso col driver della Red Bull Racing, mai andato a bersaglio grosso. “Ho tanti risultati positivi, un secondo e terzo posto, mai però una vittoria. Chiaramente vorremmo salire un gradino”.

Su come sia la pista, delinea alcuni punti chiave, probabilmente lo spartiacque della gara: “È molto divertente guidare a Suzuka, un circuito che amo nel suo insieme. È ricco di storia, è stretto e veloce, è importante utilizzare tutta la pista. Devi trovare il giusto bilanciamento e avere un buon ritmo tra curva 3, 4, 5 e 6, perché se sbagli una curva sei posizionato male per la sequenza successiva”, analizza Max. Tornando sul recente andamento, le grandi promesse non sono state mantenute: “La prima parte del campionato è andata meglio del previsto con due vittorie e ti porta a pensare che sarebbe andata anche meglio nella seconda metà della stagione ma finora non è accaduto. Le ultime gare non sono state eccezionali, però è stato un inizio positivo”.

 

Al celebre portale tedesco Auto Motor und Sport che gli chiedeva se avesse già riflettuto su cosa fare una volta scaduto il contratto, Max Verstappen racconta: “Non sono troppo preoccupato a riguardo prima di tutto, voglio dare un’occhiata da vicino a tutto ciò che è stato promesso e a ciò che conta davvero. Vogliamo vincere le gare e il campionato il prossimo anno, ecco perché sono qui. Il mercato piloti è intrigante come non succedeva da anni ormai. Oltre al giovane olandese, anche Lewis Hamilton, Sebastian Vettel ed il suo ex compagno di squadra Daniel Ricciardo (ora in Renault) andranno a scadenza nel 2020.Red Bull ed io stiamo lavorando per raggiungere l’obiettivo [del titolo, n.d.r.]. Ma ci sono così tanti punti interrogativi dopo il 2020. Cosa succederà in generale alla Formula 1? Questo è il motivo per cui mi sto prendendo il mio tempo”.

 

Distogliendo l’attenzione dalla stretta attualità, Verstappen entra nel merito sulle performance risalenti alle ultime stagioni, ribadendo, come già detto dal padre Jos, l’handicap dalle ‘solite due’: “Negli anni successivi a quelli in cui il team ha vinto il campionato, il deficit del motore non ci ha aiutato spiegato – penso che la filosofia sia sempre stata quella di avere una base solida e poi recuperare il gap e questo ha funzionato dal 2010 al 2013, ma da allora le altre squadre sono migliorate. 2020? Ci proveremo ma ci abbiamo provato anche negli ultimi anni. Dobbiamo analizzare esattamente cosa possiamo fare di diverso e poi farlo meglio”.

Helmut Marko: “E’ positivo che i piloti abbiano una propria opinione”

Alle critiche Helmut Marko reagisce in modo comprensivo: “In parte, Max ha ragione – dichiara in un’intervista ad Auto Bild – Due volte ha concluso la sua gara alla prima curva, ma può succedere. Fondamentalmente, alla Red Bull vogliamo piloti con una propria opinione e dovrebbero anche essere in grado di esprimere tale opinione. Non è un problema. Nel corso degli anni, gli aggiornamenti del carburante hanno offerto il massimo per ogni fornitore di motori. Se riuscissimo a guadagnare uno o due decimi sarebbe abbastanza.