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Mattia Binotto: “Non siamo pronti per Singapore”

Sui regolamenti del 2021: “L’aerodinamica non va toccata”

Mattia Binotto

I trionfi di Spa e Monza con Charles Leclerc hanno ridato entusiasmo alla Ferrari. Questo week-end la Formula 1 farà tappa in una pista più ostica, Singapore, e Mattia Binotto è realista: il tracciato cittadino, con le curve lente, si presta poco alle caratteristiche della SF90, esplosiva nel momento in cui serve efficienza aerodinamica, molto meno quando a prevalere è il carico.

Mattia Binotto sul circuito di Singapore: “Non è adatto alla nostra vettura”

Dopo la prima metà di campionato senza sussulti (zero successi su dodici GP), la Rossa ha infilato una doppietta che, sebbene non riapra il campionato, quantomeno dà prova di competitività. Arriviamo da due vittorie consecutive che hanno fatto bene a tutto il team e ai nostri tifosi spiega il team principal -. Tuttavia questi successi sono già il passato e da giorni la mente di ciascuno di noi è concentrata su Singapore. Il tracciato è completamente diverso da quello delle due gare precedenti e presenta caratteristiche non proprio confacenti alla nostra vettura.

Per ridurre il gap da Mercedes e Red Bull in materia di downforce, Maranello porta in dote un inedito pacchetto aerodinamico da alto carico, consapevole che le qualità saranno trasferibili sulla monoposto 2020, l’ultima progettata seguendo gli attuali regolamenti. “Porteremo alcune componenti nuove per continuare nell’intento di recuperare il gap dai nostri avversari su circuiti che presentano curve lente, e inoltre ritroveremo le mescole più morbide di Pirelli, le Hypersoft, che abbiamo avuto a disposizione per l’ultima volta nel GP del Canada”. Cosa si aspetta a Marina Bay? “Per sua natura il circuito di Singapore, che sia Sebastian che Charles amano, si presta a risultati imprevedibili come ogni volta che si gareggia sfiorando i muretti, per cui ci aspettiamo un fine settimana di azione in pista complesso ma anche divertente”.

Le prime immagini in galleria del vento

Prima del Gran Premio sul circuito asiatico, i team terranno un incontro, in cui discuteranno sul futuro della F1. Mattia Binotto non nasconde le riserve sul nutrito elenco di componenti standardizzate volute da FIA e FOM. “Nel prossimo incontro saremo a quasi due mesi dalla deadline per definire i regolamenti 2021. In questo momento noi come Ferrari ci opporremo assolutamente a questa proposta, non è arrivato ancora il momento di cedere su qualcosa in modo da trovare un accordo”.

I tanti vincoli lo convincono poco: “Lavorando con i team si è deciso un regolamento molto prescrittivo con delle legality box, volumi all’interno dei quali ogni team ha la libertà di sviluppare la macchina. Questi volumi nel regolamento attuale definiscono una vettura grezza, mentre i volumi del regolamento 2021 ci daranno una monoposto già pronta. Non ci sarà libertà di azione, di sviluppo ed è su questo che, come Ferrari, siamo contrari”.

Contrari al regolamento

A nome della Scuderia Ferrari, non può dirsi soddisfatto. “Fin dall’inizio abbiamo sempre sottolineato di essere contrari alla standardizzazione (delle componenti tecniche) e sento che si stia andando troppo in quella direzione. Perché siamo contrari? Perché crediamo che il DNA di questo sport sia la competizione, e la standardizzazione è concettualmente contro questo spirito. In secondo luogo, standardizzare non significa risparmiare denaro, perché comunque devi riprogettare la tua monoposto ed alcune delle tue componenti che si interfacceranno con il nuovo componente ‘standard’, e questo ha un impatto anche sull’aspetto economico. Quindi non sono sicuro che il bilancio finale sia positivo”.

L’ingegnere di Losanna discute sulle prime immagini delle macchine 2021 in galleria del vento. “Dal punto di vista aerodinamico si sta cercando di incrementare l’effetto scia riducendo tutti quei disturbi che ha una vettura che segue da vicino un suo avversario. L’idea è quella di favorire i sorpassi perché, se chi è dietro perde deportanza, diventa sempre più difficile attaccare una vettura davanti. Per raggiungere il loro obiettivo, hanno aumentato l’effetto suolo riducendo l’effetto degli alettoni anteriori e posteriori che saranno molto semplici”.

Per Binotto, l’introduzione non apporterà i benefici sperati. “Questo concetto funziona solamente se le geometrie stabilite sono molto precise. Non appena qualcuno si sposta dalle direttive, anche di qualche millimetro, si perde di fatto tutto il vantaggio della scia”.

Mattia Binotto: “Come aumentare il divertimento”

È così possibile – secondo l’uomo Ferrari – che i cambiamenti finiscano perfino per snaturare la Formula 1. “Non ci opponiamo al principio dell’effetto scia, ma diventa un problema se questo porta a non aver più libertà di sviluppo o a perdere quello che è la competizione tecnica tra scuderie. In questo modo si perde anche quello che è il DNA di questo sport. L’aerodinamica e il motore devono rimanere elementi di differenziazione da un punto di vista prestazionale”.

“È impensabile – continua – andare in un’era in cui tutte le monoposto di Formula 1 siano, seppur velocissime, tutte uguali. Non possiamo distinguere una Ferrari, Mercedes o Red Bull solamente dal colore della macchina.

Il team principal della Rossa indica vie alternative per migliorare i sorpassi rendendo le gare più elettrizzanti. “Siamo convinti che, per migliorare i sorpassi, il fattore aerodinamico sia quello meno determinante. Sono molto più determinanti le gomme, magari con una finestra di utilizzo un po’ meno stringente e che non si surriscaldino non appena qualcuno si avvicini”.

È, poi, possibile intervenire sui tracciati. “Ci sono piste in cui è più facile superare e dove lo spettacolo è stato bello già quest’anno con la monoposto e aerodinamica attuale. Bisogna individuare qual è la caratteristica del circuito che determina lo spettacolo durante le gare. Infine si può agire anche sul peso delle vetture. Il peso è inversamente proporzionale all’agilità delle monoposto e questo influisce sulla possibilità di capitalizzare un sorpasso”.

“L’aerodinamica è l’ultima delle priorità”

Quindi,l’aerodinamica è l’ultima delle priorità per migliorare lo spettacolo e siamo convinti che, allo stato attuale delle cose, non sia necessario migliorare la scia”. Il gioco potrebbe non valere la candela: “Crediamo che ripartendo da zero possano sorgere conseguenze indesiderate, quindi il livello di rischio è molto alto. Il secondo motivo è che riteniamo l’aerodinamica come un fattore in grado di differenziare le prestazioni. E se il livello di restrizioni si confermerà molto elevato, di fatto non sarà più cosi. Vorremmo che la Formula 1 resti uno sport, e come tale non dovrebbe essere trasformato in uno spettacolo, se diventasse solo uno show avrebbe le gambe corte”.

Mattia Binotto: “Siamo tutti d’accordo sul budget cap, ma…”

Qualcosa da salvare comunque c’è, ad esempio il budget cap: “Siamo tutti favorevoli, abbiamo già sottoscritto una lettera. Anche il regolamento finanziario è un punto chiave del futuro, l’obiettivo è contenere le spese nella speranza di ridurre il divario tra i top team e le altre squadre, ed anche se il budget massimo concordato resta molto elevato per le squadre piccole, credo che il divario in effetti di ridurrà. Anche in questo non penso siano necessarie parti standard per risparmiare sul budget, perché spenderemo comunque la cifra massima consentita dal regolamento e di fatto le parti standard non avranno alcuna influenza sulla riduzione dei costi. Le migliori squadre spenderanno tutto il possibile fino all’ultimo euro, credo che dovremo stare molto attenti nella valutazione del rapporto rischi/benefici e non dimenticare l’obiettivo finale”.

Aumento numero Gran Premi e taglio giorni di test

Molti piloti hanno bocciato l’idea di arrivare a 24 Gran Premi. Anche se capisce il loro punto di vista, Mattia Binotto lo accetta: i tempi cambiano. E logiche economiche hanno il sopravvento. “Quando ero giovane c’erano solo 16 gare, e il calendario terminava nel mese di ottobre, era davvero molto divertente! Ma oggi ci sono necessità commerciali. Se arriverà un incremento ulteriore del numero di Gran Premi ci vorrà un numero maggiore di tecnici che lavoreranno a rotazione, parlo di meccanici ed ingegneri ma anche di qualche ruolo chiave. Credo poi che un calendario con 24 Gran Premi avrà un grande impatto sulle attuali strutture logistiche, e considerando il budget cap che entrerà in vigore ci sarà da valutare bene dove è indispensabile assumere più gente e dove non sarà possibile farlo. Non sarà semplice”.

Infine, riguardo a un ulteriore taglio dei giorni di test. “Non penso sia un rischio. Ora abbiamo le due settimane a Montmelò e poi si va direttamente in Australia, quindi se emerge un problema nei test non c’è il tempo per risolverlo prima di Melbourne. Oggi un test invernale è mirato a conoscere la macchina, a comprenderne il comportamento, ma non avrai mai il tempo di affrontare eventuali problemi di grande portata prima dell’inizio della stagione. Ecco perché stiamo tutti sviluppando strutture interne: banchi prova e simulatore, strumenti che permettono di valutare il progetto senza aspettare di essere in pista”.

La “difficile” gestione delle priorità

In questo esatto momento storico, la Ferrari sta svolgendo un radicale cambiamento interno. Il ‘figliol prodigo’ Simone Resta otterrà un ruolo attivo non appena le normative troveranno ufficializzazione nella loro forma definitiva. “Ciò che è stato importante, sia per me che per tutta la squadra, è aver ricevuto il massimo supporto nel mio ruolo – racconta Mattia Binotto a Motorsport.com -. A diverse persone sono state affidate responsabilità nelle varie aree, telaio, power unit e catena di approvvigionamento. Queste persone sono i pilastri della nostra organizzazione, professionisti con cui mi sento molto a mio agio. E che oggi sono di fatto i responsabili dell’ufficio tecnico, a cui dal 1 novembre si unirà Simone Resta. Il 2021 sta arrivando e dobbiamo assicurarci di essere pronti ad affrontare il futuro ed insieme alle persone che ricoprono i ruoli che ho appena menzionato, ci sono tecnici che mi stanno aiutando nella pianificazione e nei programmi a medio-lungo termine”.

A livello di priorità, dividersi tra la stagione in corso, la prossima e il nuovo ciclo, “è difficile. Come prima cosa penso che molte conoscenze maturate nel corso di questa stagione saranno d’aiuto nella gestione della prossima. Quindi non credo che porterebbe dei vantaggi fermare lo sviluppo della stagione in corso. Ma sappiamo anche che ci attende un passo importante: organizzarci per il 2021. Credo che tutti i grandi team si stiano riorganizzando, con una spesa extra stanziata oggi. Nel 2021 il budget sarà limitato, un investimento mirato ad assicurarsi un vantaggio tecnico”.

Sui buoni propositi da qui al 2020: “Sarà molto importante utilizzare al meglio il maggiore carico aerodinamico, senza penalizzare l’attuale livello di efficienza, trovare un giusto equilibrio sulla monoposto, e anche su questo fronte ci siano aree in cui possiamo migliorare e dovremo migliorare”.

Mattia Binotto solidale con Vettel: “Facciamogli sentire che lo amiamo”

Sono stati giorni complicati quelli successivi al GP d’Italia per Sebastian Vettel. Il quattro volte campione iridato è stato subissato di critiche dopo il testacoda alla variante Ascari nel 6° giro e l’avventato ritorno in pista, provocante il contatto con la Racing Point di Lance Stroll, ha danneggiato l’ala anteriore della sua monoposto, impossibilitando qualsiasi rimonta. In lui crede fermamente Matteo Binotto “Anche altri piloti hanno commesso errori. Ora dobbiamo aiutare Sebastian e prenderci cura di lui ha dichiarato il team principal di Maranello, citato da Auto Bild -. È importante che senta che noi e i tifosi lo amiamo, abbiamo fiducia in lui e facciamo affidamento su di lui. Perché è quello che bisogna fare”.