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Jeep Wrangler AEV non teme nulla grazie alle speciali componenti

Jeep Wrangler AEV

American Expedition Vehicles, meglio conosciuta come AEV, è un’azienda che da decenni si occupa di fornire componenti e accessori per l’off-road. Tutte le parti create per veicoli come quelli di Jeep vengono testati attentamente sia in laboratorio che sul campo in modo da funzionare come promesso nelle pubblicità.

AEV afferma che ogni anni effettua dei test approfonditi sul campo per riesaminare le prestazioni e la durata dei suoi prodotti. Attraverso alcune foto, l’azienda ha deciso di mostrare come fa. Nei vari scatti potete vedere un esemplare modificato della Jeep Wrangler con motore Hemi V8 da 470 CV che quest’anno è stata messa a dura prova su 3 dei più difficili percorsi off-road del mondo.

Jeep Wrangler AEV
Jeep Wrangler AEV durante una fase di test

Jeep Wrangler AEV: lo speciale fuoristrada attraversa 3 dei percorsi più difficili al mondo

Le prove sono partite dalla Dempster Highway in Canada e sono proseguite sulla Backcountry Discovery in Oregon e si sono concluse sul Dusy Ershim Trail nelle montagne della Sierra Nevada (in California).

Sulla Dempster, la speciale Jeep Wrangler di American Expedition Vehicles è riuscita ad andare ben oltre l’obiettivo prefissato, completando le 417 miglia della strada stessa, 5000 miglia andata e ritorno tra Seattle e la strada canadese e 300 miglia sulla Mackenzie River Ice Road.

Jeep Wrangler AEV

Test più duri si sono svolti sull’Oregon Backcountry Discovery Route (OBDR). Qui, il fuoristrada del marchio americano ha percorso 1000 miglia fra sentieri, strade dissestate e così via. In entrambe le prove, il 4×4 e le parti montate hanno subito zero guasti meccanici, secondo AEV.

Tuttavia, 3 bulloni della staffa del braccio di controllo si sono allentati sull’OBDR. Dopo che la Jeep Wrangler AEV ha completo le 33 miglia del Dusy Ershim Trail e le 200 miglia aggiuntive di andata e ritorno da Seattle alla California, si è bloccato un giunto omocinetico dell’albero motore anteriore.

Bisogna considerare, però, che l’intero percorso (lungo 9700 miglia) ha portato solo questi piccoli problemi. Altre vetture sarebbero “crollate” subito.