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Pirelli: “Supremazia Mercedes? Nessun favoritismo”

Il manager Mario Isola: “Hanno capito in anticipo come sfruttarle al meglio”

Pirelli Formula 1 2019

Mario Isola interviene ancora sulla polemica gomme che ha infiammato negli ultimi tempi il circus della Formula 1. Nel 2011 la FIA stabilì l’obbligatorietà del monomarca per ogni scuderia. Pirelli si aggiudicò il bando, e ancora oggi rifornisce i team. In questi otto campionati il marchio meneghino ha introdotto pneumatici sempre diversi, in base al momento storico. Nei primi puntando su coperture molto morbide, così da incrementare il numero di pit stop e innalzare dunque lo spettacolo. Una prospettiva però irrealizzata.

Quindi da qualche anno a questa parte le gomme sono decisamente più dure, affinché i piloti i piloti rimanessero e battagliassero per più tempo in pista. Nonostante gli avvincenti duelli innescati, gli obiettivi dell’organo massimo erano altri. Il principale pomo della discordia è il come la Federazione abbia affrontato l’argomento, specialmente a stagione avviata. Molti hanno bocciato la scelta di optare per il battistrada ridotto in tre Gran Premi, che avrebbe favorito la Mercedes.

Pirelli: “Vantaggio gomme merito solo di Mercedes”

Dopo aver scongiurato il ritorno al precedente set, invocato lo scorso giugno da cinque team (Ferrari, Red Bull, Alfa Romeo, Haas e Toro Rosso), le accuse di presunti favoritismi verso le Frecce d’Argento tengono ancora banco. Il responsabile Car Racing di Pirelli ha ancora precisato che lo strapotere dimostrato vada unicamente imputato a meriti del costruttore tedesco, smentendo con i fatti i critici.

Secondo Mario Isola, diversi team non hanno pienamente compreso come sfruttare le gomme a proprio vantaggio: “Ovviamente sappiamo che la Mercedes è molto veloce, ma dimentichiamocela per un secondo: cosa possiamo dire della McLaren? Ma anche della Toro Rosso o della Renault, che a volte sono molto competitive. Direi che ci sono anche altri team che sono stati in grado di capire le gomme. Se guardi indietro agli anni precedenti, all’inizio della stagione abbiamo sempre avuto alcuni team che sono riusciti a capire la gomma più velocemente di altri. A volte è stata la Mercedes, altre volte la Red Bull, la Ferrari o altre squadre”.

A Barcellona abbiamo avuto una gara in cui la Mercedes ha dominato, ha continuato Isola a RaceFans, “Ma poi, durante la sessione di test che si è tenuta dopo la gara, Sebastian Vettel ha testato sia il battistrada normale che quello più sottile e il suo commento è stato che il battistrada più sottile è migliore. Sono sue parole, non mie. Quindi a Barcellona era chiaro che il battistrada più sottile fosse migliore, e non sto parlando di Mercedes. Al Paul Ricard abbiamo invece avuto una gara con una situazione che non diceva chiaramente che una macchina fosse molto più veloce dell’altra, perciò è difficile affermare che il battistrada più sottile stesse dando un chiaro vantaggio a una macchina piuttosto che a un’altra”.

FIA si colpevolizza: “Date le istruzioni sbagliate”

Il GP di Francia ha innescato innumerevoli speculazioni sulla qualità. A finire anzitutto sotto accusa l’alto degrado, in quanto non favorirebbe la spettacolarità delle gare sul circuito e smorzerebbe l’azione. Nel 2018 sono stati introdotti pneumatici più morbidi proprio allo scopo di rendere le monoposto particolarmente performanti. Ciò ha provocato la maggiore propensione all’usura, e le gare non ne hanno certamente tratto beneficio.

Proprio sulle decisioni Nikolas Tombazis, responsabile tecnico della Federazione riguardo alle monoposto, aveva affermato: “Vogliamo avere pneumatici che permettano alle persone di combattere senza che si degradino o dando solo un breve intervallo di tempo al pilota che attacca. Le attuali gomme sono il prodotto di ciò che è stato chiesto alla Pirelli e penso che dobbiamo chiedere loro di fare cose diverse rispetto a quello che è stato chiesto in passato”.

Pat Symonds, responsabile tecnico FIA, aveva dichiarato: Penso che in passato abbiamo chiesto le cose sbagliate. È un problema molto complesso, ma è qualcosa su cui ancora non abbiamo un’idea chiara. Stiamo facendo molte simulazioni e ci sono molte cose che si possono fare, ma crediamo che i pit stop siano importanti per la F1. Sappiamo che i nostri fan apprezzano i cambi gomme da due/tre secondi, quindi vogliamo avere dei pit stop. Altrimenti, una cosa facile da fare sarebbe avere una gomma come alla Le Mans che andrebbe avanti e avanti, ma perderemmo i pit stop”.

Pirelli: “Trascurate le altre componenti”

Lo scorso mese di luglio sempre Mario Isola aveva respinto ogni accusa, sottolineando come la situazione sia più complessa di quanto non sembri a prima vista. “Ciò che rende la F1 odierna poco emozionante in alcuni appuntamenti del calendario non sono unicamente legati agli pneumatici in uso, aveva evidenziato l’italiano ai taccuini di RaceFans: “Gara-1 della Formula 3 in Austria è stata abbastanza noiosa, mentre Gara-2 è stata fantastica, con le stesse gomme, sullo stesso tracciato, con gli stessi piloti sulle stesse macchine. A volte dobbiamo accettare di avere gare poco movimentate, ma ciò non significa che non dobbiamo lavorare per trovare una soluzione”.

“Avevamo le stesse gomme al Paul Ricard e a Spielberg – C2, C3 e C4 – ma abbiamo avuto risultati completamente diversi”, aveva proseguito il dirigente Pirelli: “Ciò significa che dobbiamo lavorare insieme con tutte le parti interessate per capire qual sia il pacchetto giusto. Il problema non sono solo le gomme”. Isola non è infatti convinto che la la strategia intrapresa nel 2018 sia quella corretta: “Abbiamo preso in considerazione solo gli pneumatici, mettendoli da un lato e non considerando tutto il resto. Questo è il problema”.