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Fca, Le Maire: “La priorità di Renault è l’alleanza con Nissan”

Secondo Le Maire eventuali accordi con Fca potranno esserci solo dopo lo sviluppo dell’alleanza Renault-Nissan

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Il primo obiettivo di Parigi è sviluppare una partnership industriale nell’alleanza tra Renault e Nissan e solo successivamente si potrà valutare la collaborazione con Fca. È quanto dichiara al Corriere della Sera e ad altri media internazionale il ministro dell’Economia Bruno Le Maire.

Sulla possibile fusione proposta da il gruppo italo-americano alla Losanga, Le Maire che spiega che “non è stato lo Stato francese che si è incagliato o che ha messo il suo veto. I fatti sono che Fca ha ritirato la sua offerta” e ha ricordato che Parigi ha solo indicato che la condizione necessaria era che tutti fossero d’accordo e in primo luogo che la fusione si facesse nel quadro dell’alleanza Renault-Nissan”. Solo dopo aver incassato l’ok dal Gruppo giapponese sarà possibile pensare a “come consolidare questa alleanza ed è unicamente su questa base che potremo esaminare sviluppi successivi.

Bruno Le Maire: “La fusione Fca Renault solo dopo l’accordo con Nissan”

In precedenti interviste pubblicate da Il Corriere della Sera e La Repubblica, Bruno Le Maire aveva asserito: “Fca ha deciso di ritirare la sua offerta e io rispetto la sua scelta. Questa operazione rappresentava una bella opportunità industriale e questo rimane”. Tuttavia lo Stato, azionista di riferimento, aveva fissato delle condizioni da rispettare, sottolinea il ministro. “Siamo stati chiari sin dall’inizio, esigendo degli impegni sulla tutela dei posti di lavoro e dei siti industriali”.

In merito ad una eventuale riapertura dei negoziati non chiudeva però del tutto la porta: Pronti a ogni opportunità”, aveva comunicato in una lettera inoltrata ai dipendenti del gruppo. Che seguiva l’apertura del ministro francese per i Conti Pubblici, Gérald Darmanin, il quale riteva che le trattative Fca e Renault potessero riprendere presto.

Il ministro Le Maire si era soffermato sulle richieste avanzate da Parigi: “Qualunque sia la prospettiva di fusione in futuro – evidenziava – noi saremo sempre presenti per proteggere l’occupazione e gli insediamenti industriali in Francia. Abbiamo chiesto inoltre garanzie sulla governance del gruppo futuro e abbiamo auspicato la sua partecipazione al programma di batterie elettriche. Su questi tre punti, i negoziati erano stati fruttuosi e avevamo fatto molti passi avanti”, asserisce Le Maire.

Nissan ha eretto un muro

Sulla vociferata opposizione di Nissan alla fusione, Le Maire spiegava: “La nostra prima esigenza era che fosse siglata nel quadro dell’alleanza tra Renault e Nissan. Questo presupponeva che i rappresentanti di Nissan, presenti nel consiglio di Renault, votassero a favore del progetto. Mercoledì sera questa condizione non è stata rispettata: il nostro partner si sarebbe astenuto in caso di voto nel consiglio di Renault” .

Avremmo potuto prendere altro tempo per ottenere il suo appoggio, necessario al lancio della fusione, su basi chiare e solide. Oltretutto il mio viaggio in Giappone nel fine settimana, per il G20 finanziario, mi permetteva di proseguire le discussioni con i nostri partner giapponesi. Ma Fca ha fatto una scelta diversa. Da parte nostra, noi abbiamo agito sin dall’inizio con coerenza e fermezza”, concludeva Le Maire.