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Alfa Romeo Racing, Vasseur: “La partnership con Ferrari”

Fred Vasseur, team principal Alfa Romeo Raccing, commenta le sinergie con Ferrari

Alfa Romeo Racing

Buona la nona. Ci sono voluti nove Gran Premi alla Alfa Romeo Racing per conquistare il primo doppio ingresso in top ten della stagione, 245 giorni dopo l’ultima volta, in Messico: allora Charles Leclerc chiuse nono, appena davanti a Marcus Ericsson. Le frecce di Fred Vasseur in Austria sono state Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, il veterano e il “debuttante”, iceberg e kid elegance. In comune, il Cavallino Rampante: il primo ha frequentato Maranello per sei stagioni (inframmezzate da una parentesi in Lotus), l’altro arriva dall’Academy. L’ingegnere francese non ha titubato per un attimo a rescindere il preaccordo sottoscritto dalla sua predecessora Monisha Kaltenborn con Honda e unire le forze con Ferrari. Nonostante la tragica scomparsa di Sergio Marchionne, l’intesa ha salde fondamenta.

Alfa Romeo Racing: la relazione con Ferrari

“La nostra relazione con Ferrari – spiega il team principal – riguarda principalmente la fornitura della PU. Il rapporto con Maranello è molto buono e il lavoro che facciamo è ogni giorno migliore. Siamo davvero soddisfatti di quello che stiamo ottenendo. La partnership con Alfa Romeo, oggi main e naming sponsor, è sia di natura tecnica, sia commerciale. Questo tipo di collaborazioni richiedono tempo per svilupparsi in maniera totale ma, sotto questo punto di vista, siamo in anticipo rispetto a quanto previsto. Non posso parlare a nome di altri, ma noi di Alfa Romeo Racing siamo davvero felici di come stiano andando le cose”.

Alfa Romeo Racing e Ferrari hanno progettato vetture analoghe per alcuni dettagli, in particolar modo il design dell’ala anteriore, in netta contrapposizione alla Mercedes. L’approccio meno integralista introdotto dal Cavallino Rampante in Francia suggerisce che, anche alla luce del traballante avvio, non è stata una scelta indovinata. Ma Vasseur non dà segni di pentimento: Non siamo affatto pentiti della scelta fatta ad inizio anno. La filosofia sulla base della quale si costruisce una Formula 1 va al di la dell’ala anteriore. Si parla di sistema. Chiaramente l’ala anteriore è una delle parti più visibili, ma ogni auto è dotata di molte, e ben più complesse, parti. Se guardiamo alla McLaren (dalla ala anteriore simile ndr), loro sono entusiasti di come la loro macchina si sta comportando. Noi stiamo continuando a sviluppare la nostra macchina e porteremo modifiche per le prossime 5 o 6 gare“.

AAA cercasi giovani talenti

Nelle sinergie tessuto con Ferrari, la gestione di giovani talenti ha priorità. “Quando parliamo del nostro impegno al fianco di Ferrari per la crescita e lo sviluppo di giovani piloti non dobbiamo pensare che il percorso debba essere, per forza, sempre lo stesso – commenta il team principal –. Il mercato dei piloti e i singoli atleti, sono diversi di anno in anno. Ogni situazione è differente rispetto alle precedenti. Non si può comparare quanto successo negli anni scorsi con ciò che sta accadendo oggi. Cambiano gli scenari così come le necessità di Ferrari. Noi possiamo aiutare i loro piloti a fare i primi passi in Formula 1, ma poi serve un sedile libero. Non si può pensare ad un cammino standard fatto di formule minori, passaggio in Alfa e immediato approdo in Ferrari. Quello che stiamo cercando di fare è creare una situazione di cooperazione che porti vantaggi reciproci. In passato le cose sono andate molto bene. Per noi è stato fantastico avere un giovane talento come Charles Leclerc. Allo stesso tempo Ferrari ha avuto modo di testarlo prima di affidargli il volante. Come detto, entrambi i team ne hanno giovato”.

Il ritorno di Ericsson

Proprio l’intesa stretta ha penalizzato in qualche modo Marcus Ericsson, costretto a reinventarsi n IndyCar. Lo svedese era presente nel paddock durante il GP d’Austria e confida di rientrare nei radar di Vasseur: Tornare in Formula 1 deve essere il suo obiettivo. Ho parlato un paio di volte con lui al durante la stagione. Ha ottenuto buone performance in Indycar. Si deve concentrare su quello che sta facendo ora perché, come tutti i piloti, alla fine, verrà giudicato solamente per i risultati che sarà stato capace di ottenere. La cosa principale, per lui, è fornire buone prestazioni. Sta migliorando e avremo modo di parlare del suo futuro a fine stagione”.