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Renault e Fiat Chrysler: la pazza notte che ha visto affondare il progetto di fusione

In quarto d’ora questa notte è tramontata la trattativa che avrebbe potuto portare al matrimonio del secolo nel settore automotive

Renault e Fiat Chrysler

Tutto è stato giocato in un quarto d’ora. L’unione tra Renault e Fiat Chrysler Automobiles (FCA), che nei giorni scorsi ha influenzato i mercati, non porterà al matrimonio del secolo che avrebbe condotto le due aziende in una nuova dimensione. Poco dopo le 0:10, nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 giugno, il consiglio di amministrazione di Renault, che doveva rispondere alla proposta di fusione 50-50 di FCA, ha dichiarato di aver chiesto una nuova scadenza per poter decidere. Prima di mezzanotte e mezza, la risposta del gruppo italo americano è arrivata: “Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles, riunitosi stasera sotto la presidenza di John Elkann, ha deciso di ritirare con effetto immediato la sua proposta di fusione presentata al Gruppo Renault. ”

In una dichiarazione rilasciata giovedì, il ministro dell’economia, Bruno Le Maire, “prende atto della decisione FCA di ritirare la propria offerta di fusione”, sottolineando che lo Stato, azionista di Renault, aveva accolto il progetto “con apertura ” e ” ha lavorato in modo costruttivo con tutte le parti interessate ” per portarlo a termine. Sul mercato azionario, i titoli di Renault e Fiat sono scesi rispettivamente del 7% e del 3% all’apertura di giovedì. FCA ha lasciato intendere molto chiaramente nel suo comunicato che è il governo di Bercy il responsabile del fallimento di questa trattativa di fusione. “È diventato evidente che la situazione politica in Francia non ci permette di portare a buon fine la trattativa” ha concluso la società italo americana. 

Una fonte vicina al produttore italo-americano giovedì mattina è stata ancora più chiara: “l’improvvisa e incomprensibile posizione di Bercy” è al centro del fallimento delle discussioni, ha detto. “Le nuove richieste del governo francese hanno portato a questa situazione dannosa per tutte le parti”, ha detto la fonte. “Sembra che Nissan si sia opposta a questa fusione nell’immediato futuro e ciò potrebbe aver minacciato l’Alleanza”.