La Lancia Stratos ha cambiato il modo di concepire un’auto da rally. Dopo la provocazione della Strato’s Zero del 1970, la Stratos HF, a trazione posteriore, debuttò a Torino nel 1971: linee firmate da Marcello Gandini per Bertone, dimensioni compatte e motore V6 Ferrari Dino da 2,4 litri in posizione centrale. Con questa ricetta Lancia conquistò tre titoli mondiali Costruttori consecutivi, dal 1974 al 1976.
Nuova Lancia Stratos: Sezer Design reinterpreta la leggenda
Oggi il marchio sta entrando in una nuova fase, con l’obiettivo di trasformare il suo ricco patrimonio storico in un successo commerciale. Alla Ypsilon si è affiancata la nuova Gamma, svelata al Salone dell’Auto di Parigi e prodotta a Melfi. Sono questi i due modelli sui quali Arnaud Belloni intende concentrare gli sforzi, prima di definire un’eventuale ulteriore espansione della gamma.
Il dirigente ha inoltre accennato alla possibilità di far rivivere grandi icone attraverso veicoli speciali in serie limitata. Sono stati fatti nomi come Stratos, 037 e Delta Integrale; si tratta tuttavia di semplici idee, senza piani di produzione approvati né tempistiche definite.
In questo contesto si inserisce una nuova visione della Lancia Stratos proposta da Sezer Design. Il digital creator indipendente ha realizzato questo render utilizzando l’intelligenza artificiale, offrendo una sua personale reinterpretazione della leggenda. Queste immagini non rappresentano un progetto ufficiale Lancia, né anticipano un futuro modello confermato.
La carrozzeria, color rosso ciliegia opaco e abbinata a un tetto nero, mette subito in risalto il tipico profilo a cuneo della vettura. L’auto presenta un muso ribassato, un abitacolo compatto e passaruota posteriori molto pronunciati. Il profilo laterale conserva chiari richiami alla Stratos originale, in particolare nelle feritoie poste dietro i finestrini e nella forma compatta dell’abitacolo.
Il frontale, al contrario, interpreta il più recente linguaggio stilistico di Lancia: una sottile striscia luminosa attraversa il muso, accompagnata dalla scritta del marchio e da due elementi a LED di forma quasi circolare. La parte inferiore presenta un’ampia presa d’aria scura e uno splitter che sottolinea visivamente la vicinanza dell’auto all’asfalto.
Lungo le fiancate si notano profondi incavi triangolari, inserti neri e grandi cerchi bicolore dal design geometrico. Al posteriore, i fanali circolari sono intersecati da segmenti luminosi orizzontali. La coda è completata da uno spoiler rialzato, feritoie sul cofano posteriore e un imponente diffusore con un’apertura trapezoidale centrale.
L’abitacolo si discosta dall’approccio minimalista del modello storico. Sezer Design propone sedili dal look sportivo in tonalità chiare, rivestimenti color bordeaux e finiture metalliche, il tutto arricchito da un quadro strumenti digitale e schermi integrati nella plancia. Il volante presenta una corona a base piatta, mentre il tunnel centrale ospita comandi retroilluminati e un selettore rotativo.



