Ferrari consegna qualche auto in meno, ma continua a far crescere ricavi e profitti. Nel terzo trimestre 2026 la casa di Maranello ha guadagnato 431 milioni di euro, il 13% in più rispetto a un anno fa. Un risultato che, insieme al miglioramento della cassa, ha convinto il management ad alzare le previsioni annuali.
Ferrari, ricavi e margini crescono nel terzo trimestre 2026
Il fatturato tra luglio e settembre è arrivato a 1,896 miliardi di euro, contro gli 1,766 miliardi del terzo trimestre 2025. La crescita è del 7% e sarebbe stata del 10% senza l’effetto sfavorevole dei cambi. Le oscillazioni delle valute hanno quindi ridotto, una volta convertiti i ricavi in euro, parte del miglioramento registrato sui mercati.
Le vetture consegnate sono state 3.368, appena sotto le 3.401 dello stesso periodo dello scorso anno. A sostenere i conti hanno pensato la F80 e le personalizzazioni, più richieste dai clienti della famiglia 296 Speciale. È questo insieme di prodotti e configurazioni più ricche ad aver fatto la differenza, mentre Ferrari proseguiva il rinnovo della propria offerta.
Lo si vede nell’utile operativo, salito del 12% a 563 milioni di euro. Il margine Ebit ha raggiunto il 29,7%, mentre la crescita del risultato a cambi costanti è del 23%. Maranello riesce a trattenere una quota maggiore del fatturato prima di interessi e imposte, pur facendo i conti con ammortamenti più elevati e maggiori spese di marketing.
Anche l’Ebitda sale del 12%, a 753 milioni di euro, e il relativo margine passa dal 37,9% al 39,7%. Senza le variazioni valutarie, l’aumento sarebbe del 20%. L’utile netto cresce invece dai 382 milioni del terzo trimestre 2025 ai 431 milioni attuali. Il risultato corrisponde a un utile diluito per azione di 2,44 euro.
La spinta più forte arriva dalla cassa industriale: il free cash flow raggiunge 567 milioni di euro, in aumento del 43%. La redditività e l’andamento favorevole del capitale circolante hanno più che compensato gli investimenti. Al 30 settembre la cassa industriale netta era positiva per 219 milioni, dopo il debito netto di 131 milioni registrato alla fine di giugno.
Il bilancio dei primi nove mesi porta così i ricavi a 5,682 miliardi di euro, il 6% in più. L’Ebitda raggiunge 2,23 miliardi, l’utile operativo 1,716 miliardi e quello netto circa 1,3 miliardi. Le personalizzazioni stanno andando meglio del previsto, mentre l’effetto negativo delle valute si sta rivelando meno pesante rispetto alle ipotesi iniziali.
Le nuove proiezioni per il 2026 indicano ricavi intorno ai 7,65 miliardi di euro, un EBITDA rettificato di almeno 3 miliardi e un margine di almeno il 39,2%. L’EBIT rettificato è previsto ad almeno 2,285 miliardi, con un utile per azione diluito rettificato di almeno 9,85 euro. Il flusso di cassa libero industriale (industrial free cash flow) potrebbe raggiungere 1,65 miliardi, sulla base dell’attuale situazione relativa alla crisi in Medio Oriente.

