Un componente destinato alla centralina di controllo del motore N3 GSE sta rallentando la produzione di alcuni modelli Fiat. La carenza, legata a un fornitore esterno, riguarda principalmente la Pandina e potrebbe continuare a pesare sulle attività negli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Mirafiori per tutto il mese di novembre e dicembre, con possibili ripercussioni anche sulla produzione della Fiat 500.
Stellantis è alla ricerca di soluzioni alternative, ma le difficoltà potrebbero protrarsi fino alla fine dell’anno
Stellantis ha reso noto il problema in un comunicato diffuso prima della pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni in Italia per il mese di ottobre, prevista per le ore 18:00 del 2 novembre. Il gruppo ha spiegato che la limitata disponibilità di componenti ha già inciso sui volumi di vendita e sulla quota di mercato di Fiat, sia per il mese in questione che per il periodo da inizio anno.
L’impatto risulta particolarmente significativo per la Fiat Pandina, un modello che rimane cruciale per il marchio, avendo conquistato il primo posto nelle vendite sul mercato italiano nei primi nove mesi del 2024. Stellantis ha sottolineato questo dato per evidenziare come il veicolo continui a riscuotere successo tra gli automobilisti, nonostante i vincoli di fornitura ne limitino la produzione.
L’azienda ha dichiarato di lavorare con la massima priorità per individuare soluzioni alternative e ripristinare gradualmente la normale operatività negli stabilimenti. Al momento, però, non indica una data precisa per il completo superamento della criticità. L’avvertimento riguarda anche le prossime settimane: gli effetti della carenza potrebbero proseguire fino alla fine dell’anno.
Per Pomigliano d’Arco e Mirafiori si apre quindi un ulteriore elemento di incertezza nella programmazione delle attività. La comunicazione descrive il rischio di nuovi rallentamenti e fermate, senza fornire un calendario dettagliato delle eventuali sospensioni di novembre e dicembre. Resta da capire quanto rapidamente le soluzioni alternative allo studio potranno consentire di recuperare una continuità produttiva.
Le conseguenze potrebbero inoltre estendersi oltre le linee di assemblaggio delle automobili. Stellantis segnala possibili ripercussioni su alcuni stabilimenti italiani che realizzano componenti per motori: il calo temporaneo dei volumi potrebbe rendere necessarie sospensioni delle attività anche in questi impianti.
Il gruppo non ha indicato quali altri siti potrebbero essere coinvolti, né quantificato le vetture non prodotte a causa del componente mancante. L’estensione delle eventuali fermate dipenderà dall’evoluzione delle forniture.


