Il tempo corre in fretta e l’appuntamento con Milano Autoclassica 2026 è sempre più vicino all’orizzonte. L’evento, che andrà in scena dal 19 al 22 novembre nel quartiere fieristico di Rho, renderà omaggio al centenario del “tridente” Maserati.
Per farlo, all’ingresso del Padiglione 12 i visitatori saranno accolti da tre auto iconiche della casa modenese, facenti parte della collezione Maserati Umberto Panini. Si tratta delle 6C/34, Tipo 61 “Birdcage” e Alfieri Concept. Facile immaginare la loro capacità attrattiva, legata al fascino delle forme e alla grande rarità. Queste vetture avranno tanti occhi puntati addosso e saranno oggetto di migliaia di scatti fotografici e riprese video, per l’innegabile appeal.
La loro scelta, per introdurre alla sedicesima edizione di Milano Autoclassica, farà entrare subito nel clima eccellente di questo evento di passione per le vetture storiche e non solo. Servirà, inoltre, a celebrare in modo più che degno il secolo di vita del marchio del “tridente”. Vediamo di scoprire più nel dettaglio le tre Maserati della collezione Umberto Panini portate all’appuntamento lombardo, in ordine decrescente di anzianità.
Maserati 6C/34
Questa creatura da gara fece il suo debutto al Gran Premio d’Italia, nel mese di settembre del 1934. Ad amministrarne le danze ci pensò un certo Tazio Nuvolari, per un sodalizio al top. La Maserati 6C/34 mise a frutto l’esperienza raccolta coi modelli precedenti, per spingere l’asticella ingegneristica e prestazionale verso nuovi lidi.
Con l’introduzione del primo motore a 6 cilindri in linea del marchio, questa monoposto segnò un’importante svolta tecnica nella storia del “tridente”. La nuova unità propulsiva metteva sul piatto 270 CV di potenza massima a 5.300 giri al minuto, per una punta velocistica nell’ordine dei 250 km/h. La Maserati 6C/34 portò all’esordio le sospensioni anteriori indipendenti. Una scelta frutto dell’audacia dei fratelli Maserati. Le soddisfazioni in gara non mancarono.
Maserati Tipo 61 “Birdcage”
Il soprannome in coda alla sigla fu coniato dagli anglosassoni per il rivoluzionario telaio a traliccio che ricorda una “gabbia per uccelli”. Il suo chassis, progettato dall’ingegnere Giulio Alfieri, nasceva dall’incastro di oltre 200 tubi saldati per un peso di soli 36 kg.
La Maserati Tipo 61 “Birdcage” nacque come evoluzione della Tipo 60. Questa sport fu pensata soprattutto per le gare di durata. Ad animarne le danze provvedeva un motore a quattro cilindri in linea da 2.890 centimetri cubi, capace di sviluppare una potenza massima di 250 CV a 6.800 giri al minuto. Il cuore propulsivo era inclinato a 45 gradi, per abbassare il baricentro dell’auto.
L’esordio in gara avvenne sul circuito di Sebring, con Stirling Moss e Graham Hill al volante: due miti di quel tempo storico. Fra i risultati luminosi messi a segno dalla Maserati Tipo 61 “Birdcage” merita di essere menzionato il successo raccolto alla 1000 km del Nürburgring, con Masten Gregory e Lloyd Casner al volante.
Maserati Alfieri Concept
Qui siamo al cospetto di un’avvenente concept car, dal fascino magnetico. Svelata al Salone dell’Auto di Ginevra nel dicembre 2014 per celebrare il centenario del marchio, è riuscita ad entrare subito nel cuore degli amanti delle belle auto. La Maserati Alfieri Concept può essere vista come un semplice prototipo, ma è ingeneroso limitarla a questo ruolo, per la visione e l’apporto creativo portati in dote. Più corretto parlare di un manifesto di stile firmato in house da Lorenzo Ramacciotti e dai suoi uomini.
Non occorre spiegare il nome scelto per l’opera, tanto è evidente a tutti. La carrozzeria del modello regala un tuffo nella magia della bellezza. Nata come auto visionaria, la Maserati Alfieri Concept può essere vista come una versione attualizzata della A6GCS/53 “Berlinetta” Pininfarina, di cui è una sorta di rilettura in chiave moderna, ma con un design tutto suo, proiettato nel futuro. Solo le proporzioni sono vagamente evocative.
Per la spinta è stato scelto un motore Ferrari F136, con albero motore a croce, capace di garantire quel sound più profondo e meno acuto che distingue le opere del “tridente” da quelle del “cavallino rampante”. Purtroppo la Maserati Alfieri Concept è rimasta confinata nella dimensione salonistica, senza sbocchi commerciali, che avrebbero regalato ai clienti una vettura speciale, dal fascino scultoreo.
Fonte | Maserati

