Dove c’erano solo tante auto, ora ci saranno (quasi solo) tanti missili. MBDA, leader mondiale nella produzione di missili e sistemi d’arma complessi, ha inaugurato il suo nuovo polo campano dentro i capannoni Leonardo. Capannoni pronti all’uso in quel di Pomigliano, di quelli che avrebbero potuto ospitare un futuro diverso, come fanno notare associazioni e partiti locali.
Il salto di qualità rispetto allo status quo, con Leonardo già presente coi reparti civili e Avio fornitore di componentistica per l’aeronautica civile e militare, è tutt’altro che marginale.
Per capire l’effetto basta ricordare cosa è stata questa fabbrica. Lo stabilimento Alfa Romeo, a metà degli anni Settanta, contava oltre 15mila lavoratori. Poi il lento declino e il valzer delle proprietà: Fiat, FCA, infine Stellantis, che oggi ne conta qualche migliaio. Sopra le loro teste pendono precarietà e licenziamenti periodici, motivati dalla multinazionale italo-francese con la crisi delle vendite.
Il comparto aereo, complici i venti di guerra e le aperture politiche alla riconversione militare, è il primo a incassare l’arretramento dell’auto. MBDA è partecipata al 25% da Leonardo, che così affianca il militare al civile. Le attività viaggeranno su tre binari: sistemi d’arma complessi (missili, lanciatori e tecnologia di controllo), lavorazioni ceramiche per le punte dei missili e interventi di precisione su componenti metallici.
All’inaugurazione c’erano tutti. L’amministratore delegato di MBDA Renzo Tosini ha parlato di «grande opportunità» per valore industriale, tecnologico e occupazionale. C’era Lorenzo Mariani per Leonardo, c’erano esponenti di governo ed enti locali, c’era il sindaco Raffaele Russo, che ha promesso circa 200 nuovi posti nei prossimi cinque anni. Ha liquidato le critiche così: molti storcono il naso richiamando l’articolo della Costituzione sul ripudio della guerra, dimenticando quello che impone il dovere di difendere i confini.
Le armi di Pomigliano non difenderanno il territorio, andranno a fare danni altrove, Palestina in testa. Un’inchiesta del Guardian ha documentato l’invio di armi MBDA a Israele, poi usate sui civili. Sul fronte Leonardo, la Relatrice speciale ONU l’ha inserita tra le aziende che traggono beneficio dal “progetto coloniale israeliano”. Se il futuro dell’industria campana si misura in punte ceramiche per missili, chi lo racconterà agli operai dell’Alfasud se l’automotive, lì, non rifiorirà?


