Stellantis affronta un ottobre difficile nelle fabbriche italiane. Le fermate hanno coinvolto Mirafiori, Cassino, Pomigliano d’Arco, Melfi e Atessa, con cause e calendari differenti. Alle interruzioni nelle forniture provocate dalla protesta degli autotrasportatori si sommano le difficoltà commerciali di alcuni modelli e il ricorso agli ammortizzatori sociali. Ad Atessa, però, le linee hanno iniziato a ripartire dal terzo turno del 22 ottobre.
Mirafiori e Cassino, le sospensioni proseguono fino al 30 ottobre
A Torino, le Carrozzerie di Mirafiori sono interessate dalla cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre. La sospensione riguarda la linea della Fiat 500, nelle versioni elettrica e ibrida, e coinvolge 1.074 lavoratori. Un fermo annunciato già a settembre, prima dell’emergenza legata ai camionisti.
Stellantis ha parlato di una situazione produttiva complessa. Per la Fiom torinese, il problema principale è la debolezza delle vendite dell’unico modello assemblato nello stabilimento. Il sindacato chiede un secondo modello capace di aumentare i volumi e dare maggiore continuità al lavoro, riducendo la dipendenza dalle oscillazioni della domanda della 500.
Anche nello stabilimento di Cassino la sospensione è stata prorogata fino al 30 ottobre. Mentre i reparti di lastratura, verniciatura e montaggio restano fermi, le unità di stampaggio e plastica, che riforniscono anche altri stabilimenti, continuano a lavorare. Lo stop riguarda la produzione di Alfa Romeo Giulia e Stelvio, oltre alla Maserati Grecale; lavoratori e fornitori restano in attesa di chiarimenti sui piani produttivi futuri.
Negli stabilimenti di Pomigliano, Melfi e Atessa, il fattore principale è rappresentato dall’interruzione delle consegne di componenti. Le proteste contro il caro-gasolio hanno impedito l’arrivo di materiali essenziali per il processo di assemblaggio. Per lo stabilimento di Melfi sono state annunciate interruzioni della produzione per i giorni 22, 23 e 26 ottobre. In Abruzzo, secondo quanto riportato da Telemax, il graduale arrivo delle forniture ha consentito una parziale ripresa delle attività produttive.
Difficoltà si registrano anche in Francia. Gli stabilimenti di Sochaux, dove vengono assemblate le Peugeot 3008 e 5008 e di Rennes, sede di produzione della Citroën C5 Aircross, stanno affrontando sospensioni dovute a una fornitura insufficiente di batterie per le versioni elettriche a lunga autonomia. In questi casi, il problema riguarda i componenti necessari per evadere gli ordini già acquisiti. A Sochaux, il calendario prevede uno stop alla produzione dal 23 al 30 ottobre.
Per la filiera dell’automotive, queste interruzioni intermittenti rendono sempre più complessa la pianificazione delle attività e degli investimenti. Il governo ha approvato ulteriori 106 milioni di euro di crediti d’imposta per l’autotrasporto, nel tentativo di favorire il rientro della protesta. La ripartenza della logistica resta un passaggio urgente, insieme alle decisioni industriali necessarie a sostenere stabilmente l’occupazione.


