Una Ferrari Testarossa sotto alcuni teli, con le gomme a terra, parcheggiata sotto una pergola di legno sulle alture di Cannes. Le fotografie circolate sui social hanno attirato l’attenzione degli appassionati, ma raccontano soltanto una parte della storia. Non si conoscono il proprietario, le ragioni della sosta e nemmeno da quanto tempo la vettura si trovi lì.
Ferrari Testarossa a Cannes: cosa sappiamo dell’esemplare fotografato
Alcuni ipotizzano che questa Ferrari sia ferma lì da vent’anni, forse anche di più, sebbene tale teoria non trovi conferma in alcuna informazione disponibile. Sebbene gli pneumatici sgonfi indichino certamente un lungo periodo di inattività, non rivelano esattamente per quanto tempo. Inoltre, definire l’auto “abbandonata” senza conoscerne l’intera storia sarebbe una conclusione affrettata.
Sotto i teli si nasconde comunque uno dei modelli più riconoscibili di Maranello. La Testarossa debuttò nel 1984, con una carrozzeria firmata Pininfarina e quelle grandi prese d’aria laterali attraversate da lamelle orizzontali. Un dettaglio diventato quasi un simbolo delle supercar degli anni Ottanta, insieme alla coda larga e all’abitacolo avanzato.
Dietro i sedili trovava posto un dodici cilindri di 4,9 litri da 390 CV, capace di portarla oltre i 290 km/h. Oggi, però, prima delle prestazioni vengono le condizioni effettive di questo esemplare. Le fotografie non dicono se il motore giri, se l’abitacolo abbia sofferto l’umidità o se la carrozzeria presenti danni nascosti dalle coperture.
Un eventuale restauro dovrebbe necessariamente iniziare con un’ispezione approfondita. Dopo un periodo di inattività così prolungato, componenti come tubi, guarnizioni, impianto di alimentazione e freni richiederebbero un’attenta valutazione. Anche gli pneumatici andrebbero esaminati, tenendo conto della loro età e delle condizioni di conservazione, a prescindere dallo stato del battistrada.
Tentare semplicemente di avviare il motore non sarebbe, in questo caso, il primo passo corretto. Inoltre, il valore del veicolo dipenderebbe da diversi fattori al momento ignoti: l’anno di produzione, il chilometraggio, il grado di originalità, la documentazione relativa alla manutenzione e la completezza del mezzo. Nell’ambito della storia della Testarossa, le prime versioni “Monospecchio” rivestono un particolare interesse per i collezionisti, mentre i modelli successivi, 512 TR e F512 M, rappresentano le evoluzioni giunte negli anni Novanta.
Prima di valutare se si tratti di un buon affare o di prendere in considerazione un restauro, sarebbero necessari il numero di telaio, la documentazione del veicolo e, aspetto fondamentale, un modo per mettersi in contatto con il proprietario. Nel caso di questa Ferrari, fotografata a Cannes, tali dettagli restano ancora da chiarire.

