Stellantis sta esplorando soluzioni per rendere i veicoli elettrici più leggeri e, potenzialmente, meno costosi da produrre. Al centro di questo progetto vi è l’impiego dell’alluminio per ripensare la struttura del veicolo. Secondo quanto annunciato da Alumobility il 22 ottobre, questa collaborazione punta a una riduzione del peso complessivo di circa il 20%.
Stellantis: uno studio sull’alluminio incentrato sulla piattaforma STLA Medium
Presentata in Germania durante la conferenza EuroCarBody 2026, la ricerca si concentra sulla piattaforma STLA Medium. L’architettura alternativa raggiunge un peso teorico di 1.682 chilogrammi, contro i 2.103 chilogrammi originali, registrando una riduzione di 421 chilogrammi. Nelle condizioni analizzate, ciò consentirebbe di diminuire la capacità della batteria del 15%, mantenendo al contempo un’autonomia equivalente.
Il progetto interviene anche sulla complessità produttiva: il numero di componenti della scocca (la cosiddetta “carrozzeria grezza” o body-in-white) si riduce del 27%, mentre i componenti destinati all’alloggiamento della batteria scendono da 53 a 29. Si tratta, è bene precisarlo, dei risultati di uno studio teorico e non dell’annuncio di un imminente modello di serie.
Per capire perché questi numeri interessino i costruttori basta pensare a cosa succede ogni volta che si riparte da un semaforo. Un veicolo più leggero richiede meno energia per accelerare. Sulle elettriche, dove il pacco batterie aggiunge una massa importante, contenere il peso della struttura può quindi aiutare a utilizzare meglio l’energia disponibile.
È un principio richiamato anche dal Dipartimento dell’Energia statunitense nei suoi approfondimenti sui materiali leggeri. I benefici possono tradursi in una maggiore percorrenza oppure nella possibilità di adottare accumulatori meno grandi. La scelta dipende da ciò che il costruttore vuole offrire al cliente: più autonomia o una vettura con meno peso da portarsi dietro.
Il lavoro sui materiali, però, richiede attenzione anche alla produzione. Contano il costo delle lavorazioni, la possibilità di unire elementi differenti e il riciclo. Il risultato deve funzionare dentro una fabbrica, oltre che nei calcoli dei progettisti. È qui che una soluzione promettente incontra la prova della sostenibilità industriale.
Per il consumatore, l’esigenza fondamentale rimane chiara: un veicolo efficiente che non sacrifica la praticità nell’uso quotidiano. Sebbene la riduzione del peso possa contribuire a questo obiettivo, non è l’unico fattore che determinerà il prezzo di listino di un’auto in concessionaria. La ricerca condotta da Stellantis e Alumobility indica una direzione promettente, meritevole di ulteriori approfondimenti.
Tuttavia, affinché questo approccio possa essere integrato nei modelli futuri di Stellantis, saranno necessarie decisioni industriali cruciali e strategie applicative specifiche. Per il momento, ciò che appare degno di nota è il potenziale di miglioramento che si può ottenere intervenendo sull’architettura del veicolo fin dalle primissime fasi del processo di progettazione. La domanda, ora, è quanto di questo potenziale si tradurrà effettivamente nelle auto che i clienti guideranno.


