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Stellantis Melfi, un anno in Naspi: «Se arrivano i cinesi qualcosa si potrebbe muovere»

Un ex addetto alla logistica Stellantis di San Nicola di Melfi racconta un anno vissuto con la NASpI, tra candidature senza risposta e lavori saltuari. Il bacino di prelazione e i corsi regionali non hanno prodotto nuove opportunità, mentre l’internalizzazione riduce le prospettive di rientro

Stellantis Melfi

Un anno senza lavoro, innumerevoli candidature inviate e ancora nessuna risposta. È questa la situazione raccontata da un ex addetto alla logistica del polo Stellantis di San Nicola di Melfi, che operava nell’orbita dell’azienda Sit Rail. La sua testimonianza è stata raccolta da Basilicata24.it, che descrive le difficoltà incontrate da lui e da diversi suoi ex colleghi dopo il licenziamento.

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Melfi, lo sfogo di un ex addetto alla logistica Stellantis: «Viviamo in attesa»

“È un anno che vivo grazie alla NASpI”, spiega. Quando possibile, cerca di integrare questo sussidio con lavori saltuari e di breve durata. Il resto del tempo trascorre nell’attesa di una chiamata, una qualsiasi, anche da parte delle agenzie per il lavoro a cui ha inoltrato la propria candidatura. Si tratta di una condizione che pesa duramente sia sul piano economico che su quello personale, alimentando un senso di sconforto e incertezza.

Al centro della sua frustrazione c’è una serie di aspettative disattese. Secondo il lavoratore, durante gli incontri avvenuti prima dei licenziamenti, ai quali hanno partecipato anche i sindacati, si era parlato della creazione di un “bacino di prelazione” per chi aveva perso il posto.

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Stellantis Melfi

L’idea era quella di stilare un elenco di nominativi e competenze a cui attingere in caso di nuovi investimenti nell’area industriale. Per i lavoratori licenziati, ciò rappresentava una possibile via per rientrare nel mondo del lavoro. Tuttavia, stando al suo racconto, tale prospettiva non ha portato a nulla: “Non si è mosso niente”.

Il lavoratore esprime inoltre delusione riguardo ai corsi di formazione professionale regionali, come quelli per idraulici ed elettricisti, sottolineando che le qualifiche ottenute non si sono tradotte in alcuna concreta opportunità lavorativa. A ciò si aggiungono gli impegni che sarebbero stati presi dall’esponente regionale Cupparo, risalenti all’inizio del 2026, per favorire il ricollocamento dei lavoratori espulsi dalla filiera Stellantis.

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A rendere il quadro ancora più preoccupante contribuisce la prospettiva dell’imminente scadenza della NASpI. L’ex dipendente guarda con apprensione ai cambiamenti operativi legati a Stellantis e al processo di “internalizzazione” (insourcing); sviluppi che, a suo avviso, riducono le opportunità per chi in precedenza lavorava per fornitori esterni. Di conseguenza, la possibilità di rientrare in fabbrica appare sempre più remota.

Stellantis Melfi

Le speranze sono ora riposte in nuovi investimenti e nella riconversione industriale della filiera. L’intervistato accenna anche al possibile arrivo di investitori cinesi, un’eventualità che vede come una potenziale apertura per ripristinare le prospettive occupazionali a San Nicola di Melfi.

Il resoconto pubblicato dalla testata accende i riflettori sulle persone che, dopo aver perso il lavoro, sono ancora in attesa di una nuova occupazione. Per il lavoratore intervistato, la richiesta fondamentale resta la stessa: che le iniziative di formazione, gli impegni presi e i progetti di rilancio si traducano in reali opportunità di lavoro, restituendo così un futuro alle famiglie coinvolte.

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