Il nuovo Codice della Strada è passato in Consiglio dei ministri ieri 13 ottobre. Non lo vedrete in vigore domani mattina, ma neanche tra sei mesi, dato che la partenza complessiva è fissata all’1 gennaio 2028.
Chi si aspettava un ritocco si rassegni. È una riscrittura organica, con una promessa grossa, quella di semplificare. Le attuali 82 fasce sanzionatorie scendono a circa 21 e arriva un’unica tabella nazionale per le multe, che diventano modulari. Dunque, l’importo si adegua al comportamento reale del conducente. Stop anche all’adeguamento biennale automatico all’indice Istat, e per le sanzioni sopra i 200 euro si potrà pagare a rate. Il Fisco, per una volta, accetta il piano di rientro.
Più dura la linea sui non assicurati. Telecamere per scovare chi circola senza RC Auto, pene più pesanti per chi guida autobus e mezzi scolastici senza i requisiti, recupero delle somme dagli stranieri che non pagano. Chi resta in Italia oltre 30 giorni dovrà assicurarsi secondo le regole italiane.
Capitolo patenti. La B arriva a 17 anni, ma solo con ore di guida certificate e un conducente esperto a fianco. La C1 pure a 17, dentro percorsi formativi dedicati. Per i mezzi pesanti professionali il limite anagrafico sale da 68 a 70 anni. Cadono invece le limitazioni per i senior, nessuna patente “limitata” per gli over 85.
Patente e libretto fisici non serviranno più, purché li abbiate in formato digitale, e gli agenti redigeranno i verbali direttamente online. Resta da capire cosa succede quando lo smartphone muore a metà controllo.
Capitolo sicurezza, il più pittoresco, un bell’elenco di novità sul Codice che lasceranno forse perplessi. Debutta il quadro nazionale per la guida autonoma. I motociclisti avranno guanti certificati e paraschiena obbligatori su autostrade e tangenziali, con sconto del 50% su certe multe se indossano anche l’airbag. In corsia di emergenza potranno transitare, a traffico totalmente bloccato da un incidente. Parcheggio di traverso legalizzato per le ultracompatte. Casco obbligatorio sotto i 14 anni in bici e per chiunque guidi le nuove e-bike veloci.
Sulle strade a tre o più corsie si potrà marciare per file parallele e sfilare a destra i veicoli più lenti. Il sorpasso a destra, quello vero, resta vietato. Arriva infine la distrazione anche per i pedoni: il telefono in mano sulle strisce non sarà più una questione solo vostra, dato che diventa rilevante per le contravvenzioni.
Il percorso per il nuovo Codice è lungo. Consiglio di Stato e Conferenza unificata hanno 30 giorni per esprimersi, poi le Commissioni di Camera e Senato ne hanno 90. I pareri non sono vincolanti, il via definitivo è atteso nel 2027.

