La nuova Jeep Renegade è destinata a tornare nella gamma europea entro il 2030. Xavier Peugeot, responsabile del marchio per l’Europa, lo ha confermato al Salone dell’Auto di Parigi, includendo il modello nel piano di espansione della gamma prodotti. L’annuncio ha anche riacceso il dibattito sul futuro dello stabilimento di Mirafiori, dove lavoratori e rappresentanti sindacali attendono l’assegnazione di un secondo veicolo da affiancare alla Fiat 500.
Nuova Jeep Renegade a Mirafiori: restano ostacoli industriali
La nuova Jeep Renegade potrebbe essere destinata allo stabilimento torinese, come ipotizzato da TorinoCronaca. Per ora, tuttavia, Jeep ha confermato il ritorno del modello senza annunciare che sarà prodotto a Torino. Il legame tra il nuovo SUV e Mirafiori rimane quindi un’ipotesi da verificare, subordinata alle decisioni sugli investimenti e all’organizzazione degli stabilimenti europei.
Al centro delle indiscrezioni c’è il codice “J2U”, per il quale sarebbero già state inviate richieste di preventivo ai fornitori di componentistica in Piemonte. Si tratta di un segnale di attività di sviluppo significativo, sebbene di per sé insufficiente a identificare con certezza il veicolo o il sito di assemblaggio. Anche il collegamento tra questo codice e la futura Renegade necessita di ulteriori conferme.
La prima questione rilevante riguarda gli impianti. Portare a Mirafiori un modello basato su una nuova architettura comporterebbe adeguamenti produttivi e investimenti dedicati. La piattaforma STLA One rientra nei piani per la nuova Renegade, ma la scelta tecnica non determina automaticamente quella dello stabilimento. Entrano in gioco anche altri fattori, come la disponibilità delle linee di produzione, i volumi previsti, i fornitori e le tempistiche per l’avvio della produzione.
Le analisi di settore suggeriscono che sarebbe necessario un investimento aggiuntivo di almeno cento milioni di euro per preparare lo stabilimento alla nuova piattaforma. Tale cifra va considerata una stima e non un investimento già approvato da Stellantis. L’obiettivo di 200.000 veicoli annui, spesso citato nelle discussioni su Mirafiori, è un traguardo che richiederebbe il supporto di piani produttivi specifici.
Un altro ostacolo è rappresentato dai costi energetici. Antonio Filosa ha più volte invocato condizioni di competitività per gli stabilimenti italiani, sottolineando il divario rispetto alla Spagna. Per Mirafiori, dunque, l’eventuale nuovo prodotto dovrebbe essere accompagnato da un quadro economico in grado di rendere sostenibili sia l’investimento iniziale sia le attività operative quotidiane della fabbrica.
Un discorso a sé riguarda una Jeep ancora più compatta, ispirata alla Willys. Il marchio sta valutando questa ipotesi per il periodo successivo al 2030, sebbene non sia stato confermato alcun lancio. La Renegade, nel frattempo, rientra nel piano europeo già annunciato, che prevede l’ampliamento della gamma a sei modelli. Per Torino, il passaggio decisivo sarà conoscere il luogo di produzione di tale modello; solo un’assegnazione formale potrà trasformare la prospettiva di un secondo modello in un programma concreto.

