in

Stellantis, Renault e Volkswagen lanciano l’allarme e chiedono una svolta all’Europa

Stellantis, Renault e Volkswagen lanciano dal Paris Automotive Summit un appello all’Europa per normative più realistiche, maggiore sostegno alla produzione e decisioni rapide su emissioni, competitività e concorrenza cinese

Stellantis, Volkswagen e Renault

Stellantis, Renault e Volkswagen esortano l’Europa ad accelerare decisioni in grado di ridisegnare il futuro dell’industria automobilistica. Dal Paris Automotive Summit è emerso un appello unitario: occorrono normative più realistiche, sostegno alla produzione continentale e interventi tempestivi. Antonio Filosa, François Provost e Oliver Blume hanno individuato nelle emissioni, nella competitività e nella concorrenza cinese le questioni chiave che richiedono un intervento da parte di Bruxelles.

Advertisement

Stellantis, Renault e Volkswagen chiedono normative allineate alle dinamiche di mercato

Secondo Filosa, CEO di Stellantis, le case automobilistiche condividono ormai gran parte delle priorità. Egli ha rilevato una convergenza di vedute sul 90% delle questioni, sottolineando l’urgenza di trasformare il dialogo politico in misure concrete. Sebbene l’accordo tra Francia e Germania su CO2 e tutela della produzione europea sia considerato un segnale positivo, restano ancora divergenze da risolvere.

La sfida, sostiene Filosa, risiede nel trovare i compromessi necessari per l’adozione delle normative. Ciascuna parte dovrà concedere qualcosa per evitare che i dibattiti sui dettagli rallentino eccessivamente l’iter. Per le aziende che pianificano investimenti e nuovi modelli, l’incertezza continua a pesare notevolmente sulle decisioni industriali.

Advertisement
filosa, ceo stellantis

Provost, ai vertici di Renault, ha assunto una posizione ancora più decisa, avvertendo che l’industria automobilistica europea è a rischio. A suo avviso, alla consapevolezza delle sfide non sono seguite decisioni adeguate in merito alle tempistiche sulle emissioni, alle normative e alla pressione commerciale esercitata dai marchi cinesi.

Le sue richieste includono una sospensione decennale di nuove normative, il sostegno alla filiera europea delle batterie e il congelamento delle sanzioni legate alla CO2. Provost ha inoltre prospettato una conseguenza concreta: in assenza di una deroga agli obiettivi del 2030, potrebbe proporre al consiglio di amministrazione tagli alla gamma modelli e una riduzione della produzione europea di 300.000 veicoli.

Il dirigente auspica inoltre un approccio alla decarbonizzazione allineato alle dinamiche di mercato, prevedendo una quota del 20% per le ibride plug-in entro il 2035. Si tratta di proposte che richiedono decisioni a livello istituzionale. Quanto ai produttori cinesi, Renault sostiene la necessità di privilegiare investimenti che coinvolgano concretamente la filiera locale, avvalendosi di fornitori europei.

Advertisement

Il CEO di Volkswagen, Blume, sottolinea la necessità di certezze nella pianificazione del futuro. Il sostegno agli investimenti esteri dovrebbe favorire le joint venture e il trasferimento tecnologico, a vantaggio dell’industria europea. L’obiettivo dichiarato è produrre veicoli elettrici europei a prezzi accessibili, evitando costi che potrebbero allontanare i clienti.

Stellantis Pomigliano

Tuttavia, i vertici tedeschi osservano che la transizione non è lineare e che le normative devono rispecchiare l’effettiva domanda di mercato. La concorrenza cinese esercita una forte pressione sui marchi di massa, rendendo difficile trovare il giusto equilibrio tra produzione locale e prezzi competitivi. Per Stellantis, Volkswagen e Renault un ulteriore rinvio delle decisioni rende più difficile sostenere la produzione, gli investimenti e l’occupazione in Europa.

Advertisement