Jeep Recon sta sperimentando un debutto complesso negli Stati Uniti. Il fuoristrada elettrico, concepito per trasferire parte dell’identità del mitico Wrangler nell’era delle batterie, ha registrato volumi di vendita esigui e un esito non soddisfacente nel test autostradale condotto da Car and Driver. Le due questioni sollevano interrogativi riguardo al suo potenziale commerciale, sebbene la disponibilità iniziale del modello nelle concessionarie suggerisca una certa cautela.
Jeep Recon: vendite bassissime e l’autonomia non convince
Nel terzo trimestre del 2026, precisamente nei mesi di luglio, agosto e settembre, Jeep ha registrato vendite pari a 35 unità del suo fuoristrada elettrico sul mercato statunitense. Il totale dei primi nove mesi si attesta a 82 esemplari, secondo il riepilogo diffuso da Stellantis.
Tali numeri appaiono esigui per un marchio con una presenza consolidata negli Stati Uniti, ma insufficienti, senza ulteriori informazioni per determinare l’impatto effettivo di domanda, distribuzione e fase di lancio. Una valutazione più approfondita sarà possibile solo monitorando la situazione nel corso dei prossimi trimestri, insieme al numero di veicoli effettivamente disponibili per l’acquisto e la prova presso la rete commerciale.
La Recon indubbiamente si presenta bene e con caratteristiche in grado di attrarre gli appassionati: due motori elettrici, prestazioni elevate e soluzioni progettate espressamente per l’esperienza di guida fuoristrada, incluse le portiere removibili. Attualmente, il modello Jeep è in grado di raggiungere una potenza massima di 679 CV. L’allestimento Moab si distingue per la sua propensione al fuoristrada, evidenziata dall’utilizzo di pneumatici all-terrain.
Il punto più delicato riguarda però l’autonomia. Car and Driver ha sottoposto la Recon Moab alla propria prova a velocità costante di 75 miglia orarie, circa 121 km/h. Con la batteria da 94 kWh, il SUV ha percorso 160 miglia, equivalenti a circa 257 chilometri. L’autonomia combinata stimata dall’EPA per questa versione è invece di 222 miglia, circa 357 chilometri.
La differenza è quindi di circa 100 chilometri, pari al 28%. Il confronto però va interpretato considerando che la stima EPA combinata e una prova autostradale a velocità sostenuta misurano condizioni differenti. Resta comunque un risultato che rende particolarmente importante organizzare le soste di ricarica nei trasferimenti più lunghi.
L’efficienza rilevata si colloca intorno ai 2,7 chilometri per kWh. Per chi vuole raggiungere un percorso lontano dai centri abitati, la questione diventa concreta: l’autonomia disponibile deve coprire il viaggio, l’escursione e il ritorno. La vocazione avventurosa del modello rende dunque l’autonomia un elemento da valutare insieme alle capacità sui terreni difficili.
Bisogna anche dire che Moab, versione scelta per la prova, privilegia prestazioni e impostazione fuoristradistica. Quindi altre versioni del fuoristrada con pneumatici più stradali potrebbero migliorare l’efficienza, anche se ovviamente si tratta di un’ipotesi tutta da verificare.
Il test autostradale non fa riferimento al comportamento in fuoristrada. Sui percorsi più impegnativi si procede lentamente e si possono percorrere pochi chilometri in diverse ore. La minore velocità riduce il peso della resistenza aerodinamica, mentre pendenze, fondo, temperatura e condizioni di utilizzo continuano a influenzare il consumo. Anche la frenata rigenerativa può contribuire al recupero di parte dell’energia durante le discese.
Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la disponibilità commerciale. Secondo Carbuzz, che ha dato una rapida occhiata ad alcuni siti di annunci di veicoli, le Recon pubblicizzate sui siti consultati sarebbero poco più di un centinaio. Una disponibilità così limitata potrebbe aver contribuito ai bassi volumi di vendita.
Insomma l’inizio della carriera di Jeep Recon non sembra al momento particolarmente entusiasmante. Ma comunque è ancora presto per parlare di flop. Il successo o l’insuccesso di questo veicolo dipenderà da tanti fattori: la reale autonomia, la diffusione nelle concessionarie e soprattutto la capacità di convincere gli appassionati che un fuoristrada elettrico possa realmente adattarsi alle loro esigenze. Vedremo nei prossimi mesi se l’andamento delle vendite migliorerà.



